Cereali, la nostra energia quotidiana

di Fabrizia Minciullo

Il nome “Cereali” deriva da Ceres (Cerere), dea romana delle coltivazioni e della vegetazione. I cereali ed i loro sfarinati sono stati per millenni alimenti di base per l’uomo e, grazie alla loro versatilità ad essere trasformati in un’ampia gamma di prodotti, riescono ancora oggi a soddisfare le abitudini e le tradizioni alimentari dei vari paesi. In passato venivano consumati al naturale, ma i moderni processi di lavorazione industriale, nell’intento di produrre farine raffinate più appetibili, li hanno purtroppo privati di alcuni componenti importanti per la nostra salute quali il germe e la crusca. Nei paesi dell’area mediterranea, dove esiste la “cultura della pasta e del pane”, il loro consumo è particolarmente elevato.

Questi alimenti appartengono alla famiglia delle Graminacee e sono coltivati per le cariossidi, destinate alla trasformazione in farine. Altri, detti pseudo-cereali, appartengono alla famiglia delle Polygonacee (grano saraceno), Amarantacee (amaranto), e Chenopodiacee (quinoa).

Oggi, i cereali maggiormente utilizzati nell’alimentazione umana sono il frumento o grano ed il riso; viceversa, il granoturco o mais, l’avena, l’orzo, la segale ed il sorgo sono per lo più impiegati nell’alimentazione zootecnica.

Perché consumare più cereali? Perché apportano amido: i cereali sono infatti la fonte principale di carboidrati. In un’alimentazione equilibrata il 60% circa delle calorie giornaliere dovrebbe provenire da essi. L’importanza dei carboidrati deriva dal fatto che vengono assorbiti e utilizzati dall’organismo facilmente e senza produrre scorie metaboliche, assicurando alle cellule un rifornimento di glucosio e quindi di energia. Perché forniscono fibra: la fibra non ha valore nutritivo o energetico, ma è importante per la regolazione di diverse funzioni fisiologiche nell’organismo. Inoltre, la sua presenza facilita il raggiungimento del senso di sazietà. Perché apportano vitamine e minerali e perché contengono sostanze ad azione protettiva. I cereali sono anche una fonte non trascurabile di proteine, che possono arrivare al 7% nel riso, al 12-13% nel frumento o addirittura al 15% nell’amaranto o nella quinoa. Prive di un amminoacido essenziale, la lisina, si compensano associandoli ai legumi, che ne sono molto ricchi: un connubio perfetto che procura all’organismo proteine altamente assimilabili e complete.

In commercio si trovano sotto diverse forme: farina, chicco, soffiato e fiocco. La raccomandazione principale è quella di sceglierli preferibilmente in chicco, semi-integrali oppure integrali, e biologici.

Si deve pertanto ritornare a consumare questi cereali, che secondo numerosi studi, fra i quali quelli del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, in virtù delle numerose sostanze contenute, sono importanti nella riduzione di numerose malattie (cardiopatie, infiammazioni, diabete tipo 2, obesità e alcune forme di tumore).

La nutrizionista consiglia: ZUPPA DI CEREALI E LEGUMI.

 

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