Il Monumento alla Batteria Masotto – parte I

di Vincenzo Caruso

Il Monumento all’Esposizione Nazionale di Torino prima del trasferimento a Messina

Era passato qualche mese da quel 1° marzo 1896 in cui 17.000 italiani, tra i quali le due Batterie Siciliane “Masotto” e “Bianchini”, vennero sterminati dalle sovrastanti forze di 110.000 abissini in quella che fu tramandata come la Battaglia di Adua e che segnò la caduta del Governo Crispi, promotore della contestata politica coloniale italiana in Africa. A rievocarne i fatti in Parlamento fu, per il deputato messinese Nicola Fulci, un atto dovuto e doveroso nel rispetto di chi, obbedendo agli ordini, era morto senza preoccuparsi di valutare errori strategici o politici. Nel dibattito commemorativo alla Camera, Fulci intervenne salutando la Batterie Siciliane ed elogiandone il sacrificio in nome della Patria.

Ma, al termine dell’accalorato discorso, applaudito dall’intera delegazione siciliana, il Generale Cesare Ricotti, Ministro della Guerra, manifestò la sua impossibilità ad associarsi a tali sentimenti. In effetti, non ci si poteva aspettare un atteggiamento diverso da parte di un Ministro facente parte di un Governo succeduto a quello di Crispi. Riaprire le dolorose ferite legate al ricordi di Adua, nel tentativo di promuoverne il ricordo attraverso un Monumento, avrebbe potuto comportare pericolose conseguenze legate alle polemiche e alle feroci critiche che avevano trascinato Crispi verso le inevitabili dimissioni. Ma la risposta di Fulci all’On. Ricotti, secca e decisa, suscitò il patriottico consenso di tutti i deputati siciliani che contestarono unanimemente le dichiarazioni del Ministro. : “Non chiesi la vostra adesione ufficiale. Manifestai il sentimento che è quello della coscienza delle popolazioni che io rappresento. Sono dolente che così presto si sia cominciato a fraintendere le opinioni che hanno unanime eco nel Paese”.

Lo scultore novarese Salvatore Buemi

Con l’intento di tramandare ai posteri la memoria di quel sacrificio che andava sbiadendosi a cause delle polemiche sorte sull’opportunità di una discutibile politica coloniale, si costituì a Messina un Comitato, presieduto dall’On. Nicola Fulci, che si fece promotore della realizzazione di un Monumento dedicato ai valorosi delle Batterie Siciliane, da erigersi a Messina. La deputazione parlamentare siciliana riuscì quindi a “strappare” la positiva adesione del Governo per bandire un concorso di idee e sostenere le spese di fusione del bronzo presso la Real Fonderia di Torino. L’incarico fu affidato allo scultore Salvatore Buemi di Novara di Sicilia. Il gruppo bronzeo fu modellato a Roma nel 1896 e poi fuso a Torino. Alla base del monumento, furono in seguito affisse due lapidi con i nomi degli artiglieri caduti, facenti parte delle due Batterie. Ricevuto l’incarico, il giovane scultore siciliano realizzò il modello in gesso presso il suo studio a Roma, che venne ispezionato dal Duca D’Aosta in persona durante una visita al laboratorio di Buemi alla quale erano presenti l’On. Fulci, il Barone Natoli e il Senatore Todaro. In quell’occasione, S.A.R. promise la sua presenza a Messina per l’inaugurazione.

Il Bozzetto del Monumento alla Batteria Masotto

L’organizzazione dell’inaugurazione, inizialmente prevista per il 1° settembre, cominciò sin dai primi giorni del 1899 sotto la regia del Comitato Esecutivo che venne convocato presso la Camera di Commercio di Messina il 15 gennaio 1899. La seduta fu aperta dal Presidente Nicola Fulci, con una dettagliata relazione nella quale si descrisse l’opera dello scultore Buemi e le somme sino ad allora raccolte pari a 3.000 lire, consegnate all’autore dell’opera come compenso; Fulci si fece inoltre promotore di nuove iniziative finalizzate alla raccolta di ulteriori fondi per la realizzazione del basamento che l’artista avrebbe voluto di prezioso granito proveniente dalle cave di Baveno, in provincia di Verbania in Piemonte, con un costo presunto di 5.000 lire comprensivo di trasporto fino a Messina.

Il sito ove sarebbe dovuto essere collocato il Monumento bisognava sceglierlo tra le piazze Municipio, Garibaldi, Vittorio Emanuele o presso il Giardino a Mare. Durante la seduta, l’avvocato Francesco Licari suggerì, tra i criteri per la scelta del sito, la necessità di dover consentire la fruizione a tutta la popolazione. Propose quindi, per la raccolta dei fondi, una pubblica sottoscrizione senza feste ad essa connesse: “Messina” – disse – smentirà il concetto che qui tutto si negozia!”. Il Prof. Perrone Paladini, aprì quindi la sottoscrizione versando per primo 100 lire suggerendo, attraverso la nascita di numerosi comitati, di iniziare una raccolta “casa per casa”. Grazie al suo esempio, tutti gli intervenuti alla riunione versarono il loro personale contributo che al termine della riunione ammontò a 2.332 lire.

La data di fusione impressa nel Monumento (particolare)

Intanto il Ministro della Guerra aveva ordinato la spedizione del Monumento da Torino a Genova, dal cui porto sarebbe dovuto giungere a Messina il 24 gennaio. Il 22 gennaio presso la Camera di Commercio, a sostegno del Monumento alla Batteria Masotto, si costituì il Comitato delle Signore, formato dalle nobildonne messinesi, tra le quali compariva Grazia Lucifero Scibilia da Milazzo, che scelsero la Principessa Marullo di Castellacci come Presidente, la Principessa D’Alcontres come Vice Presidente e la Signora Fulci-Conte con funzione di Segretaria. Tale Comitato si premurò di inviare un telegramma di saluto alla Duchessa D’Aosta, il cui marito era stato nominato membro onorario del Comitato Esecutivo messinese. A tale telegramma, S. A. R., rispose tramite l’Aiutante di Campo del Duca D’Aosta, E. Carrana: “L’affettuoso saluto espresso col telegramma della S. V. giungeva graditissimo agli augusti Principi che per mio mezzo ne rendono vive grazie; essi fanno caldi voti che il concorso della gentili Signore di codesto eletto Comitato valga a dare maggiore lustro alla cerimonia solenne colla quale Messina, ispirata al culto dei forti, vuole con magnifica opera di arte degnamente onorare ed esternare il ricordo dei giovani eroi della Batteria Masotto”.

Nel frattempo, il 25 gennaio 1899, il Municipio e la Deputazione Provinciale, contribuivano alla sottoscrizione elargendo la somma di 2.000 lire per ciascuna Amministrazione. Nei primi giorni di febbraio la somma totale raccolta ammontava a 9.916 lire.

Cartolina d’epoca. Si noti l’assenza delle lapidi in bronzo.

Intanto il Ministro della Marina Palumbo, comunicava al Comitato l’arrivo della nave Europa, con a bordo il Monumento, previsto a Messina il 6 febbraio. La nave in porto entrò la mattina del 7 febbraio accolta dai componenti del Comitato Carmelo Trombetta, Luigi Fulci, Paolo Arena, Giovanni Bonanno, Corrado Peter, segretario, Domenico Corso, Tripodo, Savoca e La Motta che si recarono a bordo dell’Europa con una lancia della Capitaneria di Porto. Si presero quindi accordi con il Comandante Rolla per lo sbarco della grande cassa di legno contenente il Monumento pesante più di 2,5 tonnellate. Le operazioni di sbarco si conclusero alle 18,00 grazie all’intervento del Signor Andrea Scimone il quale, mettendo gratuitamente a disposizione il suo pontone, consentì il deposito del Monumento presso i Magazzini Generali.

Nel frattempo, una serata di beneficenza, data al Teatro Vittorio Emanuele, aveva fruttato altre 2.092 lire che, sommate alle 50 lire offerte rispettivamente dal Gabinetto di Lettura, dal deputato al Parlamento On. Piccoli Cubani e dal Marchese di S. Onofrio, portavano i proventi della sottoscrizione per il Monumento ad un totale di 12.308 lire. Per incrementare la cifra, venne poi annunciato un concerto presso il Collegio Militare previsto per il 20 marzo. Nell’aprile del 1899, l’Associazione Umberto I di Catania, nel rispondere all’appello generale, inviò al Comitato cittadino la lettera nella quale annunciava la partecipazione di una propria delegazione alla cerimonia inaugurale.

Edizione della Gazzetta di Messina e delle Calabrie nel giorno dell’Inaugurazione del Monumento

L’8 agosto, grazie all’intervento della ditta Scimone, sotto la supervisione dei membri del Comitato e dello scultore Buemi, venne collocato il basamento e quindi il Monumento, negli spazi del Giardino a Mare. Ma, qualche giorno dopo, la Gazzetta del 28 agosto 1899, annunciò lo spostamento della data di inaugurazione del Monumento al 20 settembre, al fine di consentire la partecipazione di S. A. R. il Duca D’Aosta e della Squadra Navale, impegnata nei primi giorni di settembre in esercitazioni. In quei giorni in città apparvero, esposte in diversi negozi, varie fotografie eseguite dal Cav. Ledru Mauro, famoso fotografo messinese che partecipò alla spedizione di Adua. Nelle foto erano raffigurati i quattro ufficiali Masotto, Ainis, Castelli e Saya, l’intero gruppo dei soldati della Batteria, il Monumento che si sarebbe inaugurato in loro memoria e il panorama di Messina. Su intervento del Ministro della Guerra fu disposta la partecipazione alla cerimonia dei Corpi ai quali appartenevano gli artiglieri caduti.

DAL CORRISPONDENTE DI CATANIA:
“Per il giorno 20 settembre, Messina si prepara ad onorare degnamente la memoria degli ufficiali e soldati della Batteria siciliana comandata dal Capitano Umberto Masotto, caduto eroicamente nella memorabile battaglia di Adua il 1 marzo 1896, ricoprendo di gloria il nome dell’esercito italiano e la Sicilia di cui, a buon diritto, la Batteria portava il nome essendo essa formata quasi nella totalità con ufficiali e soldati siciliani. Non solo Messina dunque, ma tutta la Sicilia, madre di tanti eroi, sente un fremito d’orgoglio e di commozione all’avvicinarsi di quella data patriottica e, sull’esempio di chi in altra parte d’Italia seppe immortalare Toselli e Galliano, la rappresentanza di ogni Comune e di ogni Sodalizio porti un tributo di riconoscenza sul Monumento che sarà inaugurato e che eternerà nel marmo la memoria di coloro che seppero far rivivere la leggenda del soldato siciliano, intrepido sempre, e sempre pronto al sacrificio per il nome e la gloria della gran Patria italiana.
Nel giorno 20 settembre gli occhi di tutti gli italiani saranno rivolti sulla Sicilia che, a buon diritto, gode il nome di terra delle forti iniziative e, nella patriottica Messina, al cospetto delle LL. AA. RR. Emanuele Filiberto di Savoia ed Elena d’Orleans Duchessa d’Aosta, dei Ministri della Marina, delle principali e più spiccate figure superstiti della battaglia di Adua e degli ufficiali della squadra navale, le rappresentanze civili, politiche e militari dell’Isola colà convenute, faranno una manifestazione che rimarrà incancellabile nel cuore di tutti”.

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