10 Giugno Centenario dell’impresa di Premuda dell’eroe milazzese Luigi Rizzo

di Attilio Borda Bossana

Per l’ammiraglio Luigi Rizzo, il militare più decorato della Storia d’Italia, il 2018 sarà l’anno per ricordarne imprese eroiche e ricorrenze che hanno caratterizzato l’esistenza dell’Ufficiale che meglio di tutti ha rappresentato lo spirito ardimentoso della Marina Militare nella Prima Guerra Mondiale dimostrando doti di coraggio, forza spirituale e coerenza morale davvero uniche. Cento anni fa nella notte tra il 10 ed 11 febbraio 1918, comandante del Mas 96 nella baia di Buccari si rese protagonista della cosiddetta “beffa”, col poeta Gabriele D’Annunzio e altri trenta audaci che parteciparono all’azione all’interno del sistema difensivo austriaco, e che gli valse la sua quarta medaglia d‘argento. Il 10 giugno di quello stesso anno, Rizzo riuscì a colpire e ad affondare la corazzata Santo Stefano mentre dirigeva con la flotta austriaca verso lo stretto di Otranto per forzarne il blocco degli alleati. La perdita della Santo Stefano rappresentò un colpo troppo duro per la Marina austro-ungarica, che da quel momento sospese ogni azione sul mare; in onore di tale vittoria la Marina militare celebra la sua festa proprio il 10 giugno.

21 luglio 1918 consegna a Luigi Rizzo cittadinanza

La città di Messina il 20 giugno 1918 gli conferì la cittadinanza onoraria che gli fu consegnata il 21 luglio 1918, nel corso di una solenne cerimonia cui partecipò il ministro della marina del Regno d’Italia Alberto De Bono. E quest’anno l’otto ottobre, nello stesso giorno in cui a Milazzo nasceva, nel 1887, Luigi Rizzo, sarà consegnata la bandiera di combattimento alla nuova unità della Marina militare che porta il suo nome. Nave Luigi Rizzo (F595), consegnata alla Marina il 20 aprile 2017, sesta unità Fremm e seconda in configurazione GP, “General Purpose”, è stata progettata all’insegna dell’innovazione e della flessibilità, e può essere impiegata per missioni di assistenza umanitaria e soccorso in caso di calamità naturali (funzione dual use), grazie alla possibilità di condurre interventi in telemedicina; evacuazione personale mediante elicotteri; fornitura di acqua potabile; confezionamento di pasti caldi; predisposizione per erogazione di corrente elettrica. Già la Fregata Luigi Rizzo (F 596) della classe Carlo Bergamini ha portato il nome del pluridecorato ufficiale che ha scritto alcune delle pagine più gloriose e significative della storia nazionale sui MAS durante la Prima Guerra mondiale.

Nave Luigi Rizzo Marina Militare

Anche quell’unità navale, varata il 3 maggio 1960 nel cantiere navale di Castellammare di Stabia e posta in disarmo nel 1980, ricevette a Milazzo, il primo aprile 1962, la bandiera di combattimento nel corso di una cerimonia militare che fu promossa dal Gruppo “Luigi Rizzo” di Messina dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, allora presieduto dal comandante Gaspare Montalto. Testimoni del verbale di consegna furono i sindaci di Messina, Oscar Andò e di Milazzo, Santi Recupero, insieme al comandante di Marisicilia, ammiraglio Luigi Gasparrini. La Rizzo arrivò nel porto mamertino scortata dalle unità della II Divisione Navale, il San Giorgio, l’Indomito, il Centauro ed il Castore. Il Decreto istitutivo della Bandiera di combattimento, risale al 1904 quando su proposta dell’allora Ministro della Marina ammiraglio Carlo Mirabello, il Re Vittorio Emanuele III emanò il Regio Decreto 7 ottobre 1904 n. 583 pubblicato sul foglio d’ordine ministeriale della Marina n° 316 dell’11 novembre 1904. L’atto di consegna della Bandiera di combattimento, primo vero atto di nascita delle navi da guerra, è custodito con la Bandiera a bordo in un cofano nell’alloggio del comandante e quando la nave, al termine di anni di servizio è radiata, sono conservati presso il Sacrario delle Bandiere all’interno del Vittoriale a Roma.

Il milazzese Luigi Rizzo, crebbe in una famiglia, dove il mare e l’amor di Patria erano elementi imprescindibili dell’educazione dei figli. Nipote, figlio e fratello di marinai, si avviò fin da subito alla vita di mare imbarcandosi a otto anni sulla nave comandata dal padre, dimostrando di possedere piede marino e ottima predisposizione. Nei 1905, non ancora diciottenne, ottenne la licenza d’onore all’Istituto Nautico di Messina ovvero il diploma di aspirante al comando di navi mercantili. Imbarcatosi come mozzo apprendista sul veliero Speme sulla rotta Genova-Buenos Aires, rischiò il naufragio nelle vicinanze di Capo Horn. Dopo successive esperienze a bordo della Siciliano e della Livietta, nei primi mesi del 1912 diviene capitano di lungo corso e il 17 marzo assumere il grado di sottotenente di vascello nella Regia Marina. Nel 1912 lavorò per la Commissione europea del Danubio nel Mar Nero meritando una medaglia per il suo eroismo per aver salvato, al comando di una pilotina, un piroscafo da sicuro affondamento. Nell’estate del 1914 rientra in Italia perché richiamato alle armi prima alla Maddalena e poi, come istruttore, a Venezia.

Rizzo silura la Szent Istvan 10 giugno 1918

Il precipitare degli eventi lo porta a richiedere di entrare in azione ed è allora che inizia la sua storia di “affondatore”, il soprannome con il quale sarà maggiormente conosciuto. Sin dallo scoppio della Prima Guerra mondiale si distingue, infatti, prima nella difesa marittima di Grado, ottenendo una medaglia d’argento al valor militare, poi, trasferito a bordo della nuova componente navale dei MAS, per la partecipazione ad audaci missioni di guerra per le quali gli furono concesse due medaglie d’oro al valor militare, quattro d’argento, la promozione a tenente di vascello e passaggio in Servizio permanente effettivo per meriti di guerra. Con l’azione, detta di Premuda, nelle acque prospicienti quest’isola della Dalmazia, è insignito della seconda medaglia d’oro al valor militare. Finita la guerra, nel 1919 partecipò all’impresa di Fiume, ricoprendo anche la carica di comandante della flotta del Quarnaro, e l’anno dopo lascia il servizio attivo con il grado di capitano di fregata. Nel 1929 l’ammiraglio Rizzo fu chiamato a presiedere la Società di Navigazione Eolia di Messina che garantirà i servizi di collegamento con le Isole Eolie e che dedicherà all’eroe il piroscafo postale Luigi Rizzo. Su quella nave la salma dell’Eroe, deceduto il 27 giugno 1951, rientrò a Milazzo dopo essere stata imbarcata nel porto di Reggio Calabria, ove era giunta in treno da Roma. Il prossimo ottobre, sessantasette anni dopo, una nuova nave con il nome dell’Eroe, custode del suo spirito col motto “In Hoc Nomine Victoria”, si ormeggerà alle banchine della città di Milazzo, ove vive la figlia, Maria Guglielmina Bonaccorsi Rizzo, per rendere omaggio a un marinaio che ha fatto onore alla sua terra, alla Marina militare e all’intera Nazione.

 

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