15 settembre 1971: Greenpeace inizia la sua attività

A bordo di un vecchio peschereccio, il Phyllis Cormack, un manipolo di quattro acerrimi ambientalisti e pacifisti – Jim Bohlen, Irving Stowe, Paul Cote e il giornalilsta Bob Hunter – salpa da Vancouver e fa rotta verso l’isola di Amchitka, in Alaska, per opporsi ai test nucleari programmati dal governo USA.
Il tentativo non va in porto ma la forte risposta dell’opinione pubblica, che si schiera moralmente e materialmente (con donazioni spontanee) con il piccolo gruppo, sancisce la nascita di una vera e propria organizzazione, destinata a occupare negli anni la scena politica mondiale e che qualche mese dopo prenderà il nome storico di Greenpeace.
La sua mission è testimoniare e denunciare direttamente alla gente i crimini ambientali perpetrati da governi e multinazionali senza scrupoli. La battaglia che segnerà gran parte della sua attività è quella per la salvaguardia delle balene, iniziata nel 1975 e che nel 1982 ispirerà la moratoria internazionale per la caccia commerciale alle balene.
A quest’ultimo si aggiungeranno altri fondamentali risultati come: il trattato internazionale che protegge per 50 anni l’Antartide da esplorazioni petrolifere, la messa al bando delle spadare, il divieto di sversamento di scorie nucleari in mare, la salvaguardia delle foreste primarie.
Con quasi quattro milioni di sostenitori e circa undici milioni di attivisti online, Greenpeace allargherà la sua presenza in 41 paesi in tutto il mondo. L’attività in Italia inizierà a partire dal 1986 e sarà improntata soprattutto al contrasto allo smaltimento clandestino dei rifiuti tossici diretti verso il continente africano.

tratto da www.mondi.it

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