17 agosto 1945: Orwell pubblica la Fattoria degli animali

In un’Europa sconvolta dalla Seconda guerra mondiale e minacciata dall’espansione di un nuovo regime totalitario, l’Unione Sovietica, George Orwell diede alle stampe il primo di due insuperabili capolavori (l’altro è 1984, pubblicato quattro anni dopo), che gli alienò le simpatie del mondo intellettuale di stampo “comunista”.

Ultimato nel 1943, la Fattoria degli animali (“Animal Farm” nella versione originale) venne pubblicato a Londra soltanto nell’estate del 1945, per non urtare la suscettibilità dell’URSS, alleata degli inglesi contro i nazisti. Proprio il regime stalinista si nasconde dietro l’immagine allegorica della società degli animali, narrata nel romanzo satirico.

Dietro l’impresa “rivoluzionaria” degli occupanti della fattoria, stanchi di sottostare al potere dell’uomo, c’è una chiara allusione alla rivoluzione marxista condotta nell’ex impero russo. Ispirati dalla massima «Tutto ciò che ha quattro gambe o ali è buono, tutto ciò che ha due gambe è cattivo», gli animali s’impossessano della fattoria, sotto la guida dei maiali.

Tra questi ultimi, i veri sobillatori della rivolta, emerge una classe di burocrati sfruttatori che finisce con l’assumere quegli stessi vizi additati nell’uomo, servendosi della più becera propaganda per eliminare gli oppositori e tradendo in ciò gli ideali di giustizia e uguaglianza propugnati con il progetto “rivoluzionario”.

Nel 1954, dall’opera venne tratto un lungometraggio d’animazione diretto da John Halas e Joy Batchelor.

fonte www.mondi.it

G.Mangione

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