17 aprile 1989: Blob debutta su Rai Tre

 «È la cosa più orribile che abbia visto in vita mia» La citazione di un film horror degli anni Cinquanta si trasforma in un giudizio lapidario sulla televisione. Così si apre un programma rivoluzionario che con ironia anarchica e irriverente fa a brandelli la TV, creando collegamenti impossibili e dall’effetto comico.

Entrato a Rai Tre alla fine degli anni Settanta come critico cinematografico, Enrico Ghezzi dimostra il proprio estro nel rinnovare il linguaggio televisivo nel 1988, quando dà vita a Fuori orario. Cose (mai) viste, contenitore di frammenti di film, documenti di rilevanza storica, cortometraggi, solitamente esclusi dai palinsesti tradizionali.

Il filone della memoria storica lo convince e decide di insistervi lavorando a un nuovo progetto in collaborazione con un navigato dirigente Rai, Angelo Guglielmi, e l’autore Marco Giusti. L’idea che prende forma è quella di una striscia quotidiana breve, che raccolga da qualsiasi emittente pezzi sparsi di programmi, telegiornali e film, creando un racconto ai limiti del paradossale e permeato da una satira intelligente, che si fa beffe di tutto e di tutti.

Per il titolo i tre si ispirano a Blob – Fluido mortale, noto film horror del 1958, che vide debuttare da protagonista un giovanissimo Steve McQueen. Riprendendo nell’apertura la colonna sonora e la scena madre del fuggi fuggi generale dal cineteatro, di fronte alla mostruosa creatura extraterrestre, si lascia intendere la “mostruosità” del contenuto del programma, nel riproporre il “peggio” di ciò che è apparso sul piccolo schermo.

Con il nome Blob, di tutto di più, la striscia debutta alle 20 di lunedì 17 aprile del 1989. Tra i protagonisti di quella sera, i presentatori Maurizio Costanzo e Mino Damato insieme al comico Gianfranco D’Angelo. Già dai primi giorni l’effetto è dirompente nel pubblico, mentre i bersagliati dalla satira (politici, giornalisti, personaggi famosi) cominciano a farsi sentire con le prime proteste e querele.

fonte mondi.it

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