19 maggio 2004: Sonia Gandhi rinuncia a essere premier

Edvige Antonia Albina Maino, detta Sonia, vedova Gandhi, in lingua hindi सोनिया गांधी (Lusiana, 9 dicembre 1946), è una politica italiana naturalizzata indiana. Presidente del Partito del Congresso Indiano; vedova di Rajiv Gandhi, nipote di Jawaharlal Nehru e già primo ministro.

Il suo nome è stato fatto per una possibile candidatura alla carica di primo ministro, dopo la vittoria a sorpresa del suo partito nelle elezioni del 13 maggio 2004 per il rinnovo della Lok Sabha, quando è stata votata all’unanimità per condurre un governo di coalizione composto da diciannove partiti (il cosiddetto Ennecaideca Partito). Pochi giorni dopo l’esito elettorale, la Gandhi ha rinunciato all’incarico in considerazione dell’ostracismo mostrato verso di lei da gran parte della classe politica indiana, specie dall’opposizione, in quanto non nativa dell’India.

Al suo posto, la stessa Gandhi ha proposto Manmohan Singh, ex ministro del governo di Narashima Rao, che è stato accettato dalla sua coalizione, divenendo il nuovo primo ministro il 19 maggio 2004. A novembre 2010 la rivista statunitense Forbes ha posizionato Sonia Gandhi al nono posto nella classifica delle personalità più potenti del pianeta. Secondo Forbes, nel 2013, era la terza donna più potente del mondo dopo Angela Merkel e Dilma Rousseff.

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