21 marzo “Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale”

di Rosaria Landro

“Detesto la discriminazione razziale in tutte le sue manifestazioni. L’ho combattuta per tutta la mia vita; la combatto adesso, e continuerò a farlo fino alla fine dei miei giorni”

Sono le parole di Nelson Mandela, uomo simbolo dell’uguaglianza e dell’antirazzismo, uno dei padri del movimento anti-apartheid; come non ricordare con questo contributo il 21 marzo 2017, data che, come ogni anno, celebra la “La giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale”.

Istituita dalle Nazioni Unite nel 1966, con la Risoluzione ONU 2142 (XXI), tale data è stata scelta a ricordo del massacro di Sharpeville del 1960, una delle pagine più tristi e sanguinose dell’apartheid in Sudafrica dove furono uccise 69 persone e 180 rimasero ferite: 300 poliziotti bianchi aprirono il fuoco su un gruppo di manifestanti che protestavano pacificamente contro il provvedimento dell’Urban Areas Act, la cosiddetta “legge del lasciapassare” che, ai cittadini sudafricani neri, imponeva di esibire un permesso speciale se venivano fermati nelle aree riservate ai bianchi. A seguito di tali avvenimenti, il governo sudafricano venne ufficialmente condannato dall’ONU.

Più di mezzo secolo, a 57 anni da quella tragica giornata, un lungo cammino è stato percorso per l’affermazione di quei principi che contribuiscono a combattere il razzismo, ma è anche vero che tanta è la strada che resta da percorrere. Purtroppo le discriminazioni razziali sono presenti, ancora oggi, in molte parti del mondo spesso accompagnate anche da episodi di violenza e di odio.

Sono tante le iniziative che in questi anni sono state messe in campo in vari paesi, come quelle della “Canadian Coalition of Municipalities Against Racism” in Canada, della “Coalition of Cities against Discrimination in Asia and the Pacific” in Asia e, in Italia, dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, istituito nel 2003 presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le pari opportunità.

Nel 2001, nella città sudafricana di Durban, si è svolta la terza “Conferenza mondiale dell’ONU contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza” che, con la sua dichiarazione finale e il suo piano d’azione, rappresenta una pietra miliare nella lotta al razzismo su scala internazionale, mettendo in luce i diritti umani di tutti i gruppi che soffrono di discriminazione razziale ed evidenziando il loro diritto di partecipare liberamente alla vita politica, sociale, economica e culturale.

Ma andiamo ai nostri giorni, in questo delicato momento storico, con i ritmi della globalizzazione e radicali cambiamenti sociali ed economici, con nuove fasce di povertà che emergono all’interno della società civile e la presenza di grandi flussi migratori che, diretti verso l’Europa, si affacciano alle porte del Mediterraneo premendo alle frontiere degli stati europei di confine, c’è il reale pericolo che i fantasmi dell’insicurezza e le paure dell’incertezza del domani facciano scaturire pericolosi meccanismi di chiusura e di autodifesa. Tutto questo può condurre all’innalzamento di “muri” di indifferenza, di egoistica chiusura ed è proprio allora che bisogna intervenire, facendo opera di prevenzione, in primo luogo con la politica, con l’operato delle istituzioni e nelle scuole.

E’ auspicabile, quindi, che la società civile, tutta, faccia fronte comune contro parole ed azioni che istigano all’odio e alla violenza. Diventa prioritario stare uniti, fare “rete”, condividere il più possibile esperienze di vera solidarietà sociale, in piena sinergia, che aiutino a capire e fare emergere la forza che ha in sé la “diversità” dell’altro, in senso lato: non un limite ma una concreta e positiva opportunità di crescita per tutti.

Proprio per questo fine, come ogni anno dalla sua istituzione, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali organizza una Settimana di azione contro il razzismo che quest’anno si svolgerà dal 20 al 26 marzo 2017 con la “XIII edizione della Settimana di azione contro il razzismo”, all’insegna dello slogan “A colori è meglio”, grazie ad un ricco calendario di iniziative indirizzate ad un vasto pubblico, in tutto il territorio nazionale, in particolar modo sostenute nel mondo della scuola, dello sport, delle associazioni e della cultura.

Quindi, anche oggi, è importante sostenere il valore della “memoria” e ricordare che “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” come recita l’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata il 10 dicembre 1948, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

E dopo le parole inizialmente menzionate di Nelson Mandela, come non ricordare, per chiudere, il titolo del discorso tenuto da Martin Luther King, il 28 agosto del 1963, davanti al Lincoln Memorial di Washington, alla fine di una imponente marcia di protesta per i diritti civili: “I have a dream” ovvero “Io ho un sogno”. Il suo sogno era che un giorno la popolazione di colore avrebbe goduto degli stessi diritti dei bianchi e allora perché non farlo diventare veramente universale questo sogno, che sia anche il nostro sogno, un grande sogno, una grande speranza che un giorno tutti, veramente tutti, possano godere incondizionatamente degli stessi diritti civili.

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