22 giugno 1633, la condanna di Galileo

Il 22 giugno 1633, a 69 anni, nella basilica romana di Santa Maria sopra Minerva, Galileo Galilei viene condannato dal Sant’Uffizio per eresia; il grande astronomo e scienziato pisano è costretto ad abiurare la sua teoria eliocentrica. La Chiesa cattolica non accetta che uno scienziato metta in dubbio secoli di credenze sulla centralità della Terra nell’Universo. Solo il 31 ottobre 1992, dopo ben 359 anni, 4 mesi e 9 giorni Galileo Galilei torna a essere nuovamente un “figlio legittimo” della Chiesa cattolica, riabilitato dal Vaticano.

Una curiosità: la celebre frase “Eppur si muove!” forse non è mai stata realmente pronunciata da Galileo dopo la condanna; a tirarla fuori è Giuseppe Baretti che ricostruisce la vicenda per il pubblico inglese nel 1757.

(tratto da www.quotidiano.net)

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