25 febbraio 1870, primo afroamericano al Congresso

A cinque anni dalla messa al bando della schiavitù un pastore metodista varcò la soglia del Campidoglio: era il primo nero eletto al Congresso degli Stati Uniti. La sua elezione diede un nuovo corso alla storia americana, che 138 anni più tardi avrebbe raggiunto il suo massimo risultato con la vittoria di Barack Obama alle presidenziali.
Nato in una famiglia libera, da padre di sangue misto e madre bianca, Hiram Rhodes Revels iniziò i suoi studi al Seminario quacchero della Contea di Union in Indiana e a 18 anni, dopo aver preso i voti, si avviò alla predicazione per la Chiesa africana metodista in diversi stati. Allo scoppio della Guerra di secessione (1861-65) entrò nell’esercito dell’Unione come cappellano militare, prendendo parte alla decisiva battaglia di Vicksburg.
Nel 1868 ebbe il suo battesimo in politica come consigliere comunale a Natchez, in Mississippi, dove si era trasferito con la moglie e le cinque figlie, continuando l’attività pastorale e fondando scuole per bambini afroamericani. L’anno dopo fu eletto al Senato del Mississippi, in rappresentanza della Contea di Adams, e nel corso del suo mandato dimostrò tutto il suo talento politico con un discorso solenne che gli valse una candidatura come Senatore a Washington.
Nonostante la vittoria ai voti (81 a favore, 15 contro), Revels vide la sua elezione messa in discussione dai Democratici conservatori del Sud, basandosi sul fatto che la cittadinanza ai neri era stata concessa solo dopo l’approvazione del XIV emendamento nel 1868 e che per essere eletti al Senato bisognava essere cittadino americano da almeno nove anni. Dal momento che Revels era di origine mista, la sua elezione fu ratificata ufficialmente il 25 febbraio del 1870.

(tratto da http://www.mondi.it)

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