27 giugno 1721 – Il medico inglese Zabdiel Boylston adotta per la prima volta la tecnica della variolizzazione contro il vaiolo su 180 pazienti a Boston

Ancora alla fine del XVIII secolo il vaiolo era la malattia infettiva più diffusa e più grave in Europa, responsabile del 10% delle morti in Inghilterra e del 20% nel resto d’Europa. Attorno al 1980 il vaiolo fu la prima malattia ad essere stata eradicata, grazie soprattutto alla vaccinazione, introdotta nel 1796 dal medico inglese Edward Jenner.

Tuttavia, già molto tempo prima di Jenner, numerose popolazioni si servivano di metodi diversi per contrarre il vaiolo in forma non grave: la persona da proteggere veniva messa in contatto con qualcuno affetto da Variola minor, una forma lieve di vaiolo, in modo che venisse contagiata. Dopo circa una settimana la persona contagiata sviluppava il Variola minor da cui guariva senza riportare esiti cicatriziali pur ottenendo un’immunità permanente nei confronti del Variola vera e del Variola haemorragica, le forme gravi della malattia.

La pratica non era immune da rischi: le persone inoculate potevano contrarre la malattia in forma grave e durante il periodo della loro malattia divenivano, inoltre, sorgenti potenziali dì contagio. La pratica decadde progressivamente dopo la diffusione della vaccinazione.

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