27 maggio 1930: Lo statunitense Richard Drew inventa il nastro adesivo

Non c’era verso di pitturarle a regola d’arte le auto negli anni Venti del secolo scorso. Il problema erano le rifiniture: impossibile evitare sbavature della tintura. Peggio ancora se le macchine avevano più colori; se non si stava attenti si rischiava di dover ricominciare continuamente. Fino a quando l’ingegnere Richard Drew, nel 1925, trovò una soluzione: un nastro di carta con un lato adesivo, da applicare con una leggera pressione ai bordi della zona da colorare e che, una volta finito il lavoro, si poteva tirare via lasciando tutto pulito.

Quel nastro (tecnicamente per mascherature) era l’antenato dello scotch, la pellicola di cellophane con un lato adesivo che lo stesso Drew mise a punto pochi anni dopo. A lanciarlo sul mercato, il 31 gennaio 1930, fu l’azienda per cui il giovane Drew lavorava, quella delle 3M: Minnesota Mining and Manufacturing Company, fino ad allora solo grande produttrice di carta vetrata.

Il nome l’avevano suggerito a Drew le sue prime cavie. Durante uno dei tanti test, frustrato perché quel nastro non ne voleva sapere di appiccicarsi alle macchine, uno dei ragazzi delle officine esclamò: “Take this tape back to those Scotch bosses of yours and tell them to put more adhesive on it!” (“Riporta questo nastro ai tuoi capi scozzesi e dì loro di metterci più adesivo!”). Perché scozzesi? Era un modo come tanti per dire avari, e il popolo del kilt era famoso per questo.

Fonte: www.wired.it

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