3 ottobre 1839: inaugurazione della ferrovia Napoli-Portici

La linea Napoli-Portici, prima ferrovia d’Italia, fu inaugurata alle 10 del mattino, alla presenza del re Ferdinando II e di un folto pubblico in festa per il grande evento. Una locomotiva a vapore di costruzione inglese, ribattezzata Vesuvio, trainò otto vagoni con 258 passeggeri a bordo, per un tragitto complessivo di 7,25 km, che portava dalla capitale del regno alla cittadina vesuviana.
Il progetto di una strada ferrata era stato proposto tre anni prima dall’ingegnere francese Ar­mand Bayard de la Vingtrie, che aveva poi ricevuto dal re la concessione di «costrui­re a sue spese, rischi e pericoli» la linea ferroviaria.
Costruita con una doppia linea di binari, la tratta fu allungata fino a Castellammare, il 1° agosto 1842, e due anni dopo completata con la diramazione per Pompei, Angri, Pagani e Nocera Inferiore.
Sebbene il primato mondiale spettasse alla linea tra Stockton e Darlin­gton, realizzata in Inghilterra nel 1825, l’impresa borbonica segnò l’inizio di un importante processo industriale che l’anno dopo portò alla costruzione del Reale Opificio Borbonico di Pietrarsa. Qui furono chiamati ad operare ingegneri e imprenditori di tutta Europa, favorendo lo sviluppo di una fiorente industria siderurgica e meccanica.
Nel 1989 l’ex opificio borbonico fu destinato ad ospitare il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. Il museo è composto da sette padiglioni e raccoglie preziosi modelli di antiche locomotive e altri oggetti legati alla storia delle ferrovie.

Fonte www.mondi.it

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