18 marzo 1885: “Un uragano devasta il Porto di Messina”

di Attilio Borda Bossana

Il francobollo dedicato alla corazzata Dandolo

Mercoledì 18 marzo 1885 si è scatenato sulla città di Messina un furioso uragano, il quale ebbe gravi effetti nel porto, pei tremendi venti fortunali di ponente e libeccio. Così l’incipit di un articolo di stampa apparso sull’Eco di Bergamo che informava i lettori con il titolo “Un urgano devasta il porto di Messina”.

Di là della titolazione d’effetto, la condizione meteorica di quei giorni a Messina dovette essere particolarmente critica a giudicare dagli effetti che si produssero per le navi alla fonda o ormeggiate nel porto peloritano. Dalle sette alle otto del mattino le raffiche di vento determinarono un forte scarroccio del vapore Ville de Rome della Compagnie Générale Transatlantique, società di trasporti marittimi francesi, una tra le più importanti del tempo. La nave che era in procinto di salpare per Palermo, per il forte vento scarrocciò e fu spinta sulla Regia corazzata Duilio, speronata a prora. Il Duilio a sua volta in una manovra di disimpegno finiva per entrare in collisione con il piroscafo Barion, un piccolo postale della Società armatrice delle Puglie. La corazzata Duilio segnalò il pericolo ad altre due navi della Regia marina presenti nel porto di Messina, la Dandolo e la Principe Amedeo, che misero in mare le imbarcazioni di salvataggio per soccorrere le navi in difficoltà. Dalla Ville de Rome erano stati fatti sbarcare, infatti, per precauzione tutti i passeggeri. La Dandolo e la Principe Amedeo avevano registrato, per il forte vento, anche qualche danno alle bitte di ormeggio.

Il naufragio de La Ville de Rome

La Ville de Rome non subì danni irreparabili e in breve poté riprendere il suo normale impiego anche se il suo destino era già scritto. Tre anni dopo il 22 marzo 1898, durante la navigazione da Marsiglia ad Algeri, affondò spinta dal vento sulle rocce di Capo Negro dell’Isola di Minorca. Era una nave di 1870 tonnellate, varata nel 1881 dai cantieri A. & J. Inglis Ltd., di Glasgow, per la compagnia di navigazione parigina. Ma non fu la sola a essere segnata quell’urgano; il piroscafo Barion, di 1008 tonnellate, che prosegui la sua attività nei collegamenti in Adriatico fece annotare negli appositi registri oltre 16 “verbali di avarìa”, relativi agli anni 1889-1910; la regia nave Principe Amedeo, unità di non rilevante valenza bellica, che non prese mai parte ad azioni, ma fu prevalentemente utilizzata nei servizi coloniali e occasionalmente nelle manovre della flotta, prima della vicenda nel porto di Messina era stata invece protagonista diretta di vari incidenti.

Il prioscafo Barion della società di navigazione Puglia

La notte del 25 luglio 1879, dinanzi la costa di Riposto, entrò in collisione con la Mediterraneo, nave della Società di Navigazione Florio; nel novembre 1881, all’ormeggio nel porto di Napoli, si scontrò all’affiancata pirofregata Roma, che durante una forte burrasca, aveva rotto gli ormeggi. Il 19 gennaio 1885 poi, la Principe Amedeo salpò da Napolicome nave ammiraglia di squadra composta dalla pirofregata Castelfidardo, dall’incrociatore Amerigo Vespucci, dalla pirofregata Garibaldi e dagli avvisi Messaggiere e Vedetta, per trasportare a Massaua quattro compagnie di bersaglieri, una di artiglieria, reparti del Genio e Sussistenza, per un totale di 800 uomini. A Porto Said s’incagliò su un fondale sabbioso e dovette essere rimorchiata in acque più profonde, senza subire danni. Al ritorno a Messina, l’unità, ormai vecchia, fu utilizzata per compiti secondari e addestramento, sino al 1895, quando fu radiata e in seguito demolita.

La Regia corazzata Caio Duilio nel 1903

Più fortunata la Caio Duilio, che progettata del Direttore del Genio Navale Benedetto Brin, quando venne ultimata, insieme alla gemella Enrico Dandolo, era considerata l’unità navale più potente dell’epoca tanto da essere ritenuta in grado di contrastare l’intera squadra navale francese del Mediterraneo. La nave tuttavia non fu mai impiegata in operazioni belliche, ma svolse diverse crociere ed esercitazioni nel Mediterraneo centrale e orientale. Dal 1900 al 1906 fu impiegata come nave scuola timonieri e marò e come unità per la difesa di basi navali.

Lascia un commento

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.