A Tortorici la festa dell’alloro e la processione dei “Nudi”

di Giuseppe Spanò

Una devozione secolare, quella della cittadina di Tortorici, che nel tempo ha suscitato sempre più interesse da parte di curiosi e cultori delle tradizioni.

La festa cade sempre il 20 gennaio, i devoti che hanno un voto penitenziale da sciogliere vanno nudi al Santo, gli uomini, in segno penitenziale vestono di bianco con camicia e pantalone, un fazzoletto piegato a forma di triangolo al cinto. Le donne, anch’esse scalze, indossano camice e gonne bianche, il fazzoletto copre la testa e precedono e seguono, nella processione o nella questua, il Santo.

La lunga festa, che si rinnova anche a maggio, ha tra i suoi momenti centrali la cosiddetta Processione dell’Alloro, che si tiene la domenica precedente alla festa (12 gennaio): i devoti portano i nodosi rami di alloro o agrifoglio davanti al Palazzo della Città, ricreando così un improvvisato bosco che ricorda quello sacro ad Adone dove San Sebastiano, legato nudo ad un albero, fu bersaglio delle frecce dei feroci arcieri della Mauritania.

Momento centrale dei festeggiamenti è la processione del Simulacro di San Sebastiano attorniato dai cosiddetti “nudi”, i fedeli che in abiti bianchi o scalzi gli rendono omaggio per chiedere una grazia. Sono proprio i Nudi a portare a spalla la vara che dopo i tradizionali giri viene riportata nella Chiesa di Santa Maria Assunta.

La prima tappa della Processione è nel fiume Calagni dove i devoti fanno sostare la vara invocando la grazia, questo rito rappresenta il complesso rapporto di Tortorici con i fiumi che da sempre forniscono acqua per i bisogni alimentari, per l’irrigazione dei campi, per far funzionare mulini, mertelletti e paratori ma che, con le inondazioni o i diluvi, hanno distrutto o danneggiato il territorio: è per scongiurare futuri pericoli che il Santo viene invocato a protezione della comunità oricense.

Dopo la sosta nel fiume Calagni inizia la “questua”, il Santo viene portato per le vie della Città rientrando nella Chiesa di S. Nicolò dove permane fino all’ottava.

Il 20 gennaio, giorno vero e proprio della festa, è anticipato il sabato (19 gennaio) dalla processione delle Reliquie e dallo Jocu Focu, ovvero lo spettacolo pirotecnico.

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