Accordo tra RFI e ISPRA, monitoraggio delle tratte Palermo-Messina e Messina-Catania

di Giuseppe Spanò

Rete ferroviaria italiana e Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) hanno siglato ieri l’accordo in materia di dissesto idrogeologico, della durata complessiva di sei anni, che prevede due fasi di intervento e che permetterà di attivare avanzati sistemi di controllo dei movimenti franosi in alcune delle tratte più a rischio del sistema ferroviario con l’obiettivo dichiarato di migliorare e aggiornare significativamente il quadro conoscitivo attuale.

Il primo periodo di studio avrà la durata di 30 mesi e permetterà di testare una nuova metodologia su tre tratte ferroviarie campione, scelte come rappresentative delle tipologie di frana presenti in Italia: in Sicilia verranno attenzionate la Palermo-Messina e la Messina-Catania, in Molise-Marche-Umbria la linea adriatica da Termoli a Falconara e da Falconara a Terni, e in Liguria quelle dal confine italo-francese a Sarzana e da Genova a Tortona fino al confine ligure, per una lunghezza complessiva di 1.169 km. Le tratte ferroviarie selezionate saranno oggetto dell’aggiornamento dell’inventario dei fenomeni franosi e della valutazione della suscettibilità da frana, anche attraverso l’interpretazione e il confronto di dati acquisiti da differenti satelliti.

La mappatura effettuata dalle Autorità di Bacino (ora Autorità di Bacino Distrettuali) nei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) evidenzia che su 16.000 km di rete ferroviaria in Italia, circa 2.000 ricadono nelle aree sensibili a fenomeni di dissesto idrogeologico. RFI nel corso degli anni ha messo in campo molte risorse e attivato numerose azioni per la mitigazione del rischio idrogeologico, innalzando in maniera tangibile i livelli di sicurezza.

Rispetto a tale contesto, il lavoro di ISPRA rappresenta un ulteriore e importante approfondimento: il Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia dell’ISPRA, infatti, effettua la raccolta e l’elaborazione dei dati in materia di difesa del suolo e dissesto idrogeologico su tutto il territorio nazionale. In particolare, realizza l’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), in collaborazione con le Regioni e Province Autonome e raccoglie i dati relativi alle aree a pericolosità da frana dei PAI.

Nella seconda fase, che prevede una durata di 42 mesi, verrà effettuata un’estensione dello studio ad altre tratte della rete ferroviaria potenzialmente soggette a fenomeni franosi.

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