Al Liceo Maurolico la presentazione del libro “Stretto di Messina. Traversata e collegamenti” di Attilio Borda Bossana

Per iniziativa dell’Archeoclub di Messina, l’I.I.S. Francesco Maurolico martedì 20 novembre alle ore 16,30 ospiterà l’incontro di presentazione del libro edito da Pungitopo nella collana Paladini Stretto di Messina. Traversata e collegamenti, del giornalista Attilio Borda Bossana.

L’incontro sarà aperto dalla prof.ssa Giovanna De Francesco, Dirigente Scolastico del Maurolico e dal prof. Bernardo Fazio, presidente dell’Archeoclub Messina cui seguiranno gli interventi dell’etno-antropologo dott. Sergio Todesco e dell’autore del libro.

L’incontro approfondirà i miti dello Stretto e la complessa storia dei trasporti e dall’attraversamento del braccio di mare, in rapporto alle ragioni della salvaguardia della vivibilità della vasta Area dello Stretto. Un tema che non conosce tempo, pendolo dell’incertezza, tra sogno e realtà; antico e moderno, con valenze diverse; oggi atemporale moltiplicatore d’interesse o profonda letargia, secondo le stagioni politiche o il succedersi degli appuntamenti elettorali. Questione che fa riemergere il filo conduttore della storia di Messina ritmata tra intermodalità dei trasporti, collegamenti marittimi e ferroviari o attraversamento stabile, circonlocuzione questa per mimetizzare la parola “ponte”. Tutte visioni di quel ponte di carta, di gomma, del mito, dei sospiri, della discordia, o delle polemiche, spesso; ma anche ponte “infinito”, immaginario oppure negato, vietato, proibito, imprescindibile, indispensabile, follia, risorsa, spot, utile, inutile, mostro e illusione. Teatro del mito, poliedrica saga dell’oscillazione, arco narrativo di vicissitudini da esplorare con uno sguardo sul ponte, oltre il ponte e… dal ponte.

Lo Stretto di Messina attraversato, collegato; ieri, oggi e in un prossimo futuro è infatti lo schema filologico scelto dall’Autore attraverso la rilettura dell’ampio dibattito in Parlamento e di quanto emerso sulla stampa, in tanti anni e in diverse stagioni politiche del Paese, evidenziando con un percorso parallelo l’e/involuzione che il trasporto marittimo ha registrato nel tempo. Curiose, poco conosciute e a volte inedite, sono poi alcune finestre inserite nel testo come la “regia” traversata nel 1881 di re Umberto I e della regina Margherita; lo Stretto attraverso le figurine; la posta nei contenitori lanciati dai marinai in transito nelle acque dello Stretto o la querelle che nel 1894, interessò le Aule parlamentari per il nome del piroscafo Vis, che operò nei collegamenti tra Sicilia e Calabria.

Il libro non manca di ricordare vari film, in cui il ricorso al ferry boat è stato utilizzato per porre l’accento al collegamento/isolamento tra Sicilia e Continente dal punto di vista sociale, economico ed etnoantropologico. I traghetti, che fanno parte dello scenario dello Stretto, “uniscono col filo continuo del loro andirivieni, – scriveva il poeta barcellonese Bartolo Cattafi – come spole grosse e rozze, le due rive; questo è uno degli specchi d’acqua più movimentati al mondo e, nonostante tutto ciò, tra i più decaduti”. Il testo offre un approfondimento ampio sull’argomento, dalla prima volta che si senti parlare di Stretto di Messina, durante la III Legislatura del Regno di Sardegna, indagando le dinamiche socio culturali di una comunità sul mare alla ricerca del mare, rispettando la storia di un territorio e le suggestioni di una traversata particolare come quella dello Stretto.

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