“Al Sofiam Bar son stato un giorno…”, storie di Messina in bianco e nero

Messina Lido d Mortelle anni 70

di Santino Paladino

Messina anni 60
Via Garibaldi e Passeggiata a mare anni ’60

Guardo mio figlio che approccia le vacanze scolastiche fra playstation e pc e non posso non ripensare alle mie estati fine anni ’70 trascorse fra mattinate al mare e pomeriggi di irrinunciabili “vasche” di viale San Martino.

Erano gli anni dell’autobus numero 8 che ci portava all’Istituto Marino e che conveniva “prendere” all’andata alle 8,20 sul viale della Libertà e al ritorno alle 11,40, per non essere costretti a viaggi da sardine (che con il caldo diventavano ancora più antipatici !).

Erano gli anni di Antenna dello Stretto e Radio Messina 1 Special. E proprio alle radio libere si deve uno tra i ricordi più nitidi, condito da qualche “miraggio gustativo” che mi riporta ad una consolidata abitudine pomeridiana.

In etere la pubblicità suonava così “Al Sofiam bar son stato un giorno, ci ripasso e ci ritorno. Questo capita perché serve un ottimo caffè”, ma quello che interessava me ed i miei compagni di classe (la mitica III B dell’Archimede) non era il caffè ma la “mezza con panna e brioche” e, soprattutto, la trovata pubblicitaria di rilasciare, per ogni consumazione della classica “merenda” peloritana, un buono per la consumazione successiva. Che noi infatti utilizzavamo subito, con l’ingordigia classica della nostra età (all’epoca “colite” era un termine sconosciuto e misterioso !!!).

Il Signor Mario, il titolare del bar, assisteva quasi divertito a questo rito che si consumava nei semplici tavolini di via Natoli e non di rado ci offriva anche una brioche supplementare (da dividere in due però !!!).

piazza cairoli '60
Piazza Cairoli anni ’60

A seguire l’immancabile Piazza Cairoli-Ponte Americano e ritorno con qualche deviazione per una rapida
occhiata alle vetrine di Caldara e Ski Center per la scelta delle Fila, Lacoste o Ellesse da conquistare in estenuanti discussioni con genitori parsimoniosi che, alla fine, cedevano solo dopo averci responsabilizzato sul valore dei soldi e senza privarci della classica frase “comunque per me è troppo per una maglietta!”.

…E si!

Erano gli anni di Panatta a Roma ed a Parigi e della Davis delle notti cilene ed erano gli anni in cui anche noi ai falò in spiaggia strimpellavamo “Lilly” e “Ancora tu”.

Mio figlio continua a non accorgersi di quello che gli accade intorno, impegnato in truculente sfide con chissà chi, ed io mi chiedo se sta provando la serenità e la spensieratezza di quei pomeriggi al Sofiam bar.

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