Al Teatro Vittorio Emanuele lo spettacolo: “La vita ferma: sguardi sul dolore del ricordo”

di Giusi Mangione

teatro-messina-bigliettiLa vita ferma: sguardi sul dolore del ricordo è un dramma in tre atti in scena dal 25 al 27 novembre al Teatro Vittorio Emanuele. “Un dramma di pensiero” come sottolinea la sua autrice Lucia Calamaro, valente attrice, scrittrice e insegnate di drammaturgia alla scuola civica Paolo Grassi di Milano.

Un lavoro chirurgico  che coinvolge tre personaggi, una famiglia comune composta da Riccardo (Goretti), sua moglie Simona (Senzacqua) e la loro figlia Alice (Redini). La normalità di queste vite si spezza con la morte  di Simona, ma ciò che rappresenta il finale di ogni esistenza, nella trasposizione teatrale diventa lo strumento per indagare  non la morte o il problema del morire e di chi muore, che sappiamo tutti risolversi sotto la misteriosa campana del nulla e dell’incredibile conosciuto, che strangola sul nascere ogni comprensione, ma i morti, il loro modo di esistenza in noi e fuori di noi, la loro frammentata frequentazione interiore e soprattutto il rammendio laborioso del loro ricordo sempre cosi poco all’altezza della persona morta, così poco fedele a lei e così profondamente reinventato da chi invece vive.

untitledLa rarefazione del ricordo che perde nitidezza con il passare del tempo, si accompagna al dolore che si rimodula in tonalità decrescenti incanalandosi in percorsi sempre più intimi e segreti tracciati nell’animo umano.

Nel primo atto c’è un trasloco, una casa da svuotare, forzosamente attraversata dallo spettro e il suo voler essere ricordato bene, in quanto unico, insostituibile.

Nel secondo una coppia con bambina: Lui, Riccardo,storico e nostalgico fissato con Paul Ricoeur e i sinonimi; Lei Simona, quasi danzatrice e eccentrica fissata col sole e coi vestiti a fiori; la figlia Alice, da subito troppo sensibile, fissata col voler intorno gente che le parli. Quindi la morte di Simona, dopo protratta e non identificata malattia (non importa come, importa che muoia).

Nel terzo atto c’è un’Alice cresciuta e a sua volta neo-madre  che ritrova il vecchio padre Riccardo, sulla tomba, o quasi, della madre morta anni prima; ragionano non senza conflitti, su quell’assenza anticipata che sempre-e chissà se sempre meno o nel tempo ancora di più- ha marcato una rottura nel racconto illusoriamente prescritto delle loro vite.

Lucia Calamaro
Lucia Calamaro

La Vita Ferma è uno spazio mentale dove si inscena uno squarcio di vita di tre vivi qualunque attraverso l’incidente e la perdita. Una riflessione sul problema del dolore-ricordo, sullo strappo irriducibile tra i vivi e i morti e sul dolore che pur dichiarato incolmabile, viene sistematicamente colmato dalla vita.

In occasione dello spettacolo, l’autrice e regista Lucia Calamaro incontrerà il pubblico e gli studenti dell’Università di Messina presso la Sala Sinopoli venerdì 25 novembre 2016 alle ore 10.30.

L’incontro è organizzato in collaborazione tra Rete Latitudini, E.A.R. Teatro di Messina e Università di Messina.

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