Alla riscoperta dei pupi siciliani: Belisario da Messana e Luigi Sofia da Taormina in mostra all’Infopoint di Palazzo dei Leoni

di Giuseppe Spano’

Le tradizioni dei paladini rivive a Palazzo dei Leoni dove, presso l’Infopoint di corso Cavour, sono in esposizione due splendidi pupi siciliani, Belisario da Messana e Luigi Sofia da Taormina, che sono in mostra al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00-13.00 e dalle ore 14.30-16.30; il personale illustrerà ai visitatori le informazioni descrittive anche in lingua straniera. Acquistati negli anni ’80 dall’Azienda Autonoma Provinciale per l’Incremento Turistico, oggi di proprietà della Città Metropolitana di Messina, vengono riscoperti e presentati nel loro splendore senza tempo.

ll pupo siciliano si differenzia, per caratteristiche, in base alla tipologia di costruzione. In questo senso la Sicilia può essere suddivisa in orientale e occidentale, con due stili ben distinti per misure (80 cm nella zona palermitana, 130 cm nell’area catanese e 110 cm nella zona messinese), per le tecniche di costruzione e lavorazione delle armature (che spiccano in ogni caso per le particolarità impresse da ogni famiglia).

Anche la tipologia dei teatri varia in base alla zona di appartenenza; nella Sicilia occidentale i pupi vengono mossi lateralmente con una serie di ganci e catene, mentre nella Sicilia orientale si muovono da sopra, dietro alla scena pitturata e allo scannappoggio. I materiali utilizzati per la costruzione dei pupi sono il legno per lo scheletro, l’ottone, il rame e il lamierino per le armature, tessuti e paglia sintetica per le imbottiture, ferri d’acciaio e spaghi per i sostegni. Tra i pupari siciliani era in uso inventare un “campione locale” che rappresentasse la propria città nelle storie dei Paladini. Tra questi si ricorda Uzeda il catanese, Belisario da Messana, Luigi Sofia da Taormina.

Il personaggio di Luigi Sofia da Taormina appartiene alle storie di “Erminio dalla Stella d’Oro”, scritte da Don Ciccio Rasura (Palermo 1857 – Catania 1922). Autore di grandi duelli, Luigi Sofia difese sin dalla giovane età la sua città Taormina dagli attacchi dei saraceni. L’opera di Rosario Gargano (1933 – 2000), realizzato intorno all’anno 1980, mostra sullo scudo e sulla corazza il vulcano Etna.

La storia di Belisario da Messana fu scritta da Don Rosario Gargano (1863 – 1942) che operò a Messina tra il 1919 e il 1935; la prima rappresentazione del Belisario risale al 1926-27. Si tratta della saga dell’eroe messinese che difende la città dall’invasione dei turchi grazie agli interventi della Madonna della Lettera e che, alla fine, sarà costituita da oltre 90 storie. Le storie si sviluppano nella Messana nel ‘700, quando la città era sottoposta ad invasioni di ogni specie: turche, arabe ecc… .

Rosario Gargano evidenzia l’importante ruolo strategico della città che aveva una collocazione cruciale nel Mediterraneo e che faceva gola ai potenti del tempo e ad ogni tipo di invasori che avevano interessi nel Mediterraneo. Allora c’era il governatore Bernardo che gestiva la città e mentre si stavano preparando i festeggiamenti per il figlio, che doveva compiere 18 anni, si verifica l’invasione dei turchi.

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