Capo d’Orlando Marina, il nuovo porto turistico diventa realtà

di Giuseppe Spanò

Dal 1° luglio il nuovo porto turistico orlandino è fruibile alle prime imbarcazioni grazie all’emissione dell’ordinanza da parte dell’Autorità Marittima che revoca la precedente ordinanza del 2015 con cui era stata disposta l’interdizione del bacino portuale per l’avvio dei lavori di completamento del porto.

L’ordinanza consente una fruizione parziale del porto, che comprende tutto il molo sopraflutto, circa il 60% dello specchio acqueo, la prima parte della banchina di riva ed il parcheggio esterno a lato di villa Bagnoli, opere sulle quali sono stati già completate anche le procedure di collaudo.

Entro il mese di luglio saranno progressivamente resi fruibili anche i locali commerciali, la restante parte dello specchio acqueo, il distributore di carburante, l’area tecnica, e le altre aree di parcheggio, con una presenza di servizi pressoché completa. Sono attesi per i prossimi giorni i primi arrivi di imbarcazioni, tra cui diversi stranieri, e Capo d’Orlando si appresta così a diventare una meta per tutti i diportisti che desiderano ormeggiare tra le tante bellezze della Sicilia.

Ad appena 2 anni dalla consegna dei lavori, pertanto, il porto di Capo d’Orlando torna così ad essere fruibile, ma in un contesto totalmente diverso. Quella che era stata definita l’eterna incompiuta, visto che l’infrastruttura era stata iniziata nei lontani anni ’70, adesso si presenta in una veste completamente nuova.

In questi giorni l’opera portuale è stata visitata della troupe RAI per le riprese del programma Linea Blu, che dedicherà una delle prossime puntate alla costa nebroidea. Il progetto del nuovo marina, realizzato in partenariato pubblico-privato attraverso lo strumento della concessione in project financing tra il Comune di Capo d’Orlando e la società di progetto aggiudicataria Porto Turistico di Capo d’Orlando S.p.a., nasce con l’obiettivo di rivalutare una struttura portuale incompleta in un marina accogliente, moderno, fruibile, con tutti i servizi e i comfort per gli appassionati del mare, all’altezza delle aspettative di una moderna clientela internazionale.

Capo d’Orlando Marina è la prova tangibile di come una seria programmazione progettuale e operativa sia possibile realizzare in soli due anni di lavori un’opera all’avanguardia che costituirà il fiore all’occhiello per la nautica da diporto in Sicilia grazie a una posizione strategica che sollecita rotte di navigazione in tutto il Mediterraneo e ad un clima mite che la rende ideale per il turismo nautico lungo l’intero l’anno.

Oltre a tutti i confort presenti in un moderno marina, all’interno dell’area portuale sorge un percorso turistico pedonale per valorizzare le antiche Cave del Mercadante, sito archeologico protetto e di raro interesse, dalle cui rocce, emergenti dal mare, si ricavavano le macine dei mulini.

L’imponente bacino portuale ospiterà 553 posti barca riservati a imbarcazioni da 7,5 a 40 m. di lunghezza e l’ormeggio sarà in banchina con trappe a corpo morto. Dotato di un fondale profondo dai 3,5 m. ai 5 m., complessivamente il marina si svilupperà su un’area di 183.000 m², tra spazi interni e banchine. Le eleganti costruzioni previste dal progetto a supporto all’infrastruttura turistica racchiudono un’officina per le riparazioni e il rimessaggio, nonché una mirabile passeggiata di negozi che si estende a livello della banchina su circa 3.000 m² e che comprende anche bar, ristorante e mini market.

Al piano superiore dei corpi centrali sono previste le sale dello Yacht Club (Club House) e un grande ristorante dotato anche di spazi esterni e fruibile da diportisti e soci. La cupola trasparente del patio ne illumina gli ambienti fino a sera, lasciando scorgere la meraviglia del cielo stellato. L’importo del progetto ammonta a 48,5 milioni di euro di cui 20 milioni coperti da investimenti ottenuti attraverso i fondi Jessica.

Il Programma Jessica (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas) è un’iniziativa della Commissione Europea, realizzata in partnership con BEI, che promuove lo sviluppo urbano sostenibile mediante innovativi strumenti di ingegneria finanziaria. Attivo dalla seconda metà del 2009, il Programma Jessica è stato avviato in 12 paesi dell’Unione Europea.

L’Italia si è collocata al primo posto nello sviluppo dello strumento, che è stato implementato in 3 Regioni: Sicilia, Sardegna e Campania. La Sicilia è stata la prima Regione italiana ad aderire all’iniziativa Jessica; nel novembre 2009, nell’ambito del POR FESR 2007-2013, ha siglato con BEI un accordo per la creazione di due fondi dedicati a rigenerazione urbana e efficienza energetica. E la Sicilia, con 90 milioni di fondi a disposizione per lo sviluppo urbano, è risultata la Regione più virtuosa rispetto alla Sardegna (37 miliomi destinati all’efficienza energetica) e la Campania (64 milioni riservati alla rigenerazione urbana).

In seguito all’accordo operativo tra Equiter e BEI, sottoscritto nel novembre 2011, è stata costituita la società di scopo Fondo Rigenerazione Urbana Sicilia S.r.l. (FRUS), che ha impegnato tutte le risorse Jessica assegnate in 6 progetti: oltre al completamento del Porto Turistico di Capo d’Orlando in project financing gli altri progetti regionali ammessi ai finanziamenti sono stati quelli della Fondazione Ri.Med. (Costruzione di un centro ricerche in ambito biomedico), dell’Università di Enna Kore (completamento strutture per la ricerca e gli studenti), della Società Aeroporto Catania S.p.A. (potenziamento strutture landside Aeroporto Catania), del Comune di Troina (tre diversi interventi sul territorio comunale) e del Comune di Gratteri (completamento casa di riposo per anziani).

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