Che cos’è la Vara

di Franz Riccobono

La Vara sin dalle origini è stato il carro trionfale, processionale, con cui i messinesi rendevano e Festa-religiosa-a-Messina-La-Vara2rendono omaggio alla loro celeste primigenia protettrice, Maria Santissima della lettera. La tradizione antichissima fa risalire all’anno 42 dell’età cristiana la protezione di Maria, figlia di Gioacchino, della Tribù di Davide, alla città di Messina ed ai suoi abitanti, come specificato nella lettera, appunto che la Madre di Cristo consegnò all’ambasceria messinese. Tuttavia il carro piramidale rappresenta figurativamente il transito della Vergine, ossia l’Assunzione in cielo, in anima e corpo di Maria madre di Dio.

Un riscontro ben preciso lo ritroviamo nella “Varia” di Palmi in Calabria, dove ancor oggi la Processione del carro dell’Assunta, filiazione diretta della Vara di Messina viene abbinato alle celebrazioni della Festa della Sacra Lettera e della relativa reliquia del sacro Capello della Madonna concesso per antico privilegio dal Senato di Messina agli abitanti di Palmi

I due carri sono del tutto simili, solo che i personaggi principali nel carro di Palmi sono figure viventi e non statue come oggi vediamo a  Messina nella Vara.

Il nostro carro viene montato ogni anno partendo dal basamento, il cippo, che nel secondo dopoguerra è stato rifatto con grandi travi in ferro che poggiano su due robusti scivoli o pattini

Ai fianchi passano due lunghe travi, quadrate in legno cui vengono collegati lunghi pali o traverse ove prendono posto su varie file, nella parte anteriore i Timonieri e nella parte posteriore i Vogatori.

Vara montaggioIl ruolo di questi devoti è fondamentale in quanto sono loro che dirigono il grande carro tenendolo in asse lungo il percorso, evitando che sbandi a causa della particolare pendenza della strada e per la disomogenea trazione di una corda rispetto all’altra.

E’ infatti  opportuno specificare che la Vara di Messina non ha sterzo, non ha sistema frenante e  tampoco acceleratore, è una macchina di quasi nove tonnellate di peso, di circa quindici metri d’altezza che si muove al grido di “Viva Maria” grazie alla perizia degli esperti organizzatori che, specie per i Timonieri, si tramandano esperienza e competenza di padre in figlio.

Quindi, se alle corde è possibile partecipare a chiunque, per quanto riguarda Timonieri, Vogatori, Capicorda e Sbandieratori, bisogna possedere specifiche competenze così come avviene per l’attacco delle corde alla base del Cippo.

Quest’ultima operazione è particolarmente delicata in quanto le corde, lunghe oltre cento metri per lato (mare e monte), hanno un diametro di cinque centimetri e sono in canapa naturale e quindi non è facile annodarle, sistemarle alla giusta altezza e gestirle lungo il traino, specie nel delicato passaggio della “Virata”  tra Via Garibaldi e via I settembre.

Il ruolo di Timonieri e Vogatori è svolto da una sessantina di persone tra uomini e donne, queste ultime solitamente posizionate nelle stanghe retrostanti il Cippo.

Considerata la concitazione con cui avviene il traino è fondamentale che i tiratori attaccati alle due gomene non entrino in contatto e quindi lo spazio intermedio sia libero, cosa non facile da ottenere anche a causa dell’esponenziale  aumento del numero dei fotografi ed operatori televisivi non sempre consapevoli dei rischi cui si espongono e i gravi pericoli che comportano le operazioni di traino.

vara tiratoriOsservando la struttura del carro, si nota a circa tre metri da terra il primo ripiano un tempo rotante, segnato all’esterno da una ricca mantovana in legno a lambelli. Su questa pedana circolare un tempo erano posti dei seggiolini in ferro in cui erano posti dei ragazzini mentre al centro viene sistemata l’urna in legno e vetro che contiene il corpo morto della Madonna, un tempo circondata da dodici giovanetti che impersonavano gli Apostoli. Attorno alla Teca con la Madonna vi sono quattro pilastri tondeggianti su cui poggia l’intero apparato costituito da cori di angeli con serti di fiori che circondano, nella parte anteriore, il disco solare e nella parte opposta la luna, segue quindi il globo su cui poggia la figura centrale del Cristo che sulla destra sostiene la figura apicale della Madonna nell’atto di spingerla in cielo, nell’Empireo.

Ogni parte dell’alta piramide è occupata da figure angeliche in vario atteggiamento e ruolo, tutto è caratterizzato dai movimenti impressi dal meccanismo interno alla campana in cui in posizione precaria è posto il manovratore. Se è comunque impressionante la visione di questo fantasmagorico carro, grande suggestione provoca il suo avanzare imponente e beccheggiante tra due ali di folla inneggiante a Maria.

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