Come saranno le due unità per la Marina Militare affidate ai cantieri navali ex Rodriquez di Messina

marina militare

di Attilio Borda Bossana

immagine1-della-unitaDopo l’annuncio del commissario straordinario dell’Authority di Messina, Antonino De Simone, e del vice presidente della Commissione trasporti della Camera, on. Vincenzo Garofalo, grande aspettativa per l’avvio della produzione che la Intermarine, controllata del Gruppo industriale Immsi S.p.A., definirà nei cantieri peloritani ex Rodriquez, per le due unità navali polifunzionali ad alta velocità, destinate alla Marina Militare italiana.

La loro realizzazione è iniziata a fine settembre 2016 con le attività di laminazione mentre il varo della prima unità è previsto nel 2018, con consegna alla Marina militare tra il 2019 e il 2020; il contratto prevede poi il supporto logistico integrato (Temporary Global Support) di durata decennale. Le unità, denominate UNPAV (Unità Polivalente ad Altissima Velocità), avranno uno scafo tipo wave piercing, un dislocamento di 185 t, una lunghezza fuori tutto di 43 m ed una larghezza di 8.4 m.; saranno spinte da un sistema combinato di motori diesel accoppiati a propulsori a getto (configurazione CODAG), con 3 MTU 16V200 M91 e due generatori da 120 kW ciascuno, per garantire una velocità superiore a 32 nodi. Le navi avranno, inoltre, una capacità di deposito combustibile di 43 m³ di F76 ed un’autonomia di 1.500 miglia nautiche a 16 nodi. Progettate per ospitare nove componenti dell’equipaggio, con capacità imbarco sino a 29 persone, avranno un’autonomia di dieci giorni; le imbarcazioni avranno il ponte di coperta di poppa configurato per ospitare e mettere in mare, due natanti gonfiabili RHIB lunghi 5/7,5 m.

immagine2bordaA prua sarà installata un’arma a controllo remoto, da 12,7 mm., e avranno in dotazione anche 4 mitragliatrici da 7,62, mentre a centro-nave, su un affusto a cassetta l’installazione del radar bi-banda e due teste elettro-ottiche. Le due unità sono state finanziate attraverso le Leggi di Stabilità 2014 e 2015, nell’ambito del Programma navale per la tutela delle capacità navali della Difesa, assicurando la copertura finanziaria di circa la metà del fabbisogno per il rinnovamento della flotta della Marina militare in relazione alla quale è stata approvata la costruzione di 7 pattugliatori polivalenti d’altura – PPA, una unità anfibia multifunzionale tipo LHD, (Landing Helicopter Dock, cioè una nave portaelicotteri a bacino allagabile), una nave logistica/rifornitrice di squadra (LSS, Logistic Support Ship); ed i due mezzi minori UNPAV che saranno realizzati a Messina. La Legge Navale, da un punto di vista tecnico, è stata caratterizzata da un’elevata attenzione per il “dual use”, il rispetto dell’ambiente (con l’impiego di biofuel e/o gas quali combustibili) e l’elevata modularità per un’elevata disponibilità operativa. Per quello economico, vanno rimarcati i vantaggi in termini di impiego delle capacità produttive delle aziende impegnate, il mantenimento di elevati livelli occupazionali, il ritorno fiscale per lo Stato (indicato in 2,5 miliardi di euro), il mantenimento di adeguati livelli tecnologici in settori importanti (navalmeccanica, elettronica della difesa, sistemi d’arma).

L’iter dell’approvazione del provvedimento da parte del Parlamento, è stato pieno di difficoltà ma in corso d’opera sono stati rimodulati gli obiettivi che hanno permesso di avviare le attività tecnico-amministrative finalizzate alla concreta realizzazione di diversi programmi prioritari ad elevata valenza tecnologica, tra cui quello relativo all’acquisizione dei due mezzi navali ad altissima velocità e innovativo contenuto tecnologico destinati prioritariamente all’imbarco, trasporto, ricovero e rilascio in contesti operativi di assetti speciali del Gruppo Operativo Incursori.

modellino-delle-navi-esposto-a-parigi-bordaIntermarine, controllata del Gruppo industriale Immsi S.p.A., in occasione di Euronaval – la biennale esposizione mondiale dedicata ai sistemi ed alle tecnologie navali, chiusasi il 21 ottobre scorso a Paris Le Bourget, aveva presentato in anteprima il modello in scala delle due unità destinate alla Marina Militare, con cui a giugno scorso, era stato sottoscritto il contratto di fornitura per un ammontare totale della commessa di 40 milioni di euro. La Marina Militare, incrementerà così le capacità già esistenti, per soddisfare il requisito di potenziamento del controllo dei traffici marittimi, contrasto del traffico di esseri umani, difesa in ambienti di minaccia asimmetrica/pirateria ed evacuazione di personale da aree di crisi, nel quadro dei disposti del Programma di Rinnovamento delle linee operative delle Unità Navali che, almeno in parte, supplirà alla crescente obsolescenza della Flotta con mezzi all’avanguardia, di elevato contenuto tecnologico, con spiccate capacità duali e sicuramente più rispettosi dell’ambiente.

La tipologia di nave che sarà realizzata a Messina è infatti in grado di assolvere missioni diversificate e con brevissimo preavviso, coprire distanze elevate in tempi contenuti, e quindi particolarmente idonea ad intervenire anche in supporto alle operazioni di controllo dei flussi migratori. Intermarine S.p.A. farà ricorso alle più avanzate tecnologie disponibili come, ad esempio, l’uso di materiali compositi avanzati per la costruzione delle strutture, sofisticati equipaggiamenti per l’abbattimento delle segnature acustiche e gl’infrarossi, oltre all’eliminazione delle interferenze elettromagnetiche.

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