“Contrada Acquaviola n.1”, padre e figlio a confronto

di Giuseppe Spano’

“Contrada Acquaviola n° 1” nasce da un’urgenza, una condizione che genera e distrugge ogni scelta, ogni previsione, ogni decisione.

Questo il tema che costituisce il filo logico dell’opera teatrale con Antonio Alveario e Simone Corso (che è anche autore del testo), per la regia di Roberto Bonaventura, che andrà in scena domenica 13 maggio alla chiesa Santa Maria Alemanna con due spettacoli, alle ore 18.00 e alle ore 21.00.

Il complesso rapporto padre-figlio diventa lo spunto per accennare allo scontro di due umanità, quella della fame che parte dalla terra e che vede migliorare le proprie condizioni economiche e quella ormai sazia che prende coscienza del disastro ecologico che ne è seguito. Gli attori affrontano un tema così attuale e drammatico con notevole capacità espressiva amplificata dalle incursioni dialettali siciliane e da una scenografia che, ispirandosi a un oggetto di dimensioni limitate, si dilata fino a invadere il palcoscenico e rappresentare i sogni, le costruzioni e le conseguenze di scelte che alla fine dovranno essere smontate.

Un gioco di rimandi tra legame di sangue e legame con la terra, egoismi di vecchi e di giovani, abbandoni e ritorni che impongono movimento alla scena e provano a scardinare quell’immobilismo ideologico e sentimentale che non percepisce nemmeno più il fumo nero. Pertanto, vengono a galla gli aspetti più intimi di un rapporto padre-figlio, vicini ed estranei al contempo, due uomini, due vite e sullo sfondo i contorni di una società deformata dalla presenza della raffineria di Milazzo, sorta a pochi metri dalle abitazioni.

Una vita, quella di Carmelo e Paolo, divisa tra partire e restare, tra pensare e andare, tra aspettare e tornare, tra vivere e morire. Non ci sono confini che definiscano dove stia la ragione o il torto. Il risultato è un’immobilità che distrugge ogni scelta, una condizione da denunciare affinché non resti solo del fumo nero dentro le case, una consapevolezza nuova che dirima fantasmi e incertezze. In mezzo a tutto questo ci stanno pensieri, emozioni, parole, persone,

Il confronto tra il padre Carmelo (Antonio Alveario) e il figlio Paolo (Simone Corso), riguarda le imminenti nozze di quest’ultimo. Paolo è preoccupato per la scarsa alimentazione del padre e per l’insonnia causata dalla maniacale ossessione di Carmelo di distruggere, durante la notte, il proprio veliero, un modellino dell’Amerigo Vespucci. Ma quello che in apparenza sembra essere la semplice vita di un uomo e di suo figlio, lascia spazio a una drammaturgia che si svela a piccole dose e che soppianta l’apparente banalità iniziale.

Il punto di svolta arriva con una scusa ordinaria: lo svenimento della mamma di Caterina, la fidanzata di Paolo, durante una semplice passeggiata. Negli ingressi in scena dell’attore ulteriori elementi narrativi verranno forniti per ricomporre la diegesi: alla donna è stato diagnosticato un tumore all’utero, stessa malattia che dieci anni prima aveva ucciso la madre di Paolo. Si scopre così, che l’incidenza di malati e morti a causa del cancro è in aumento rispetto al passato; che ci sono contrade che prendono il nome di «Contrada delle parrucche» per il numero di gente che perde i capelli a causa della chemioterapia.

A fare da sottofondo ci sono la luce rossa e la sirena della raffineria di Milazzo, poco distante dalla casa dei due uomini. Si assiste, nel litigio tra i due, a uno scontro generazionale. Carmelo incarna il pensiero degli anziani; di chi vede nell’impianto esclusivamente un’opportunità e di chi, invece, lo considera solo un ecomostro e la causa certa della morte della madre.

Un ceffone porta Paolo ad abbandonare la casa e il padre alla propria solitudine. Carmelo osserva il veliero i cui cilindri rimandano alle ciminiere della raffineria, sia nel colore che nella forma. Appassisce la bellezza degli origami, mentre la luce si fa fioca e sopravanzano le voci registrate dei manifestanti che, dopo l’esplosione che ha coinvolto la raffineria di Milazzo nel 2014, ne chiedono la chiusura immediata.

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