Cristianesimo e Islam: per una città plurale

cristianesimo islam

di Rachele Gerace

Nel documento 5381/04 della Dichiarazione sul dialogo interreligioso e la coesione sociale, adottato dai Ministri dell’Interno nella Conferenza di Roma di ottobre 2003 e fatta propria dal Consiglio Europeo si cristianesimo e islam corano e bibbialegge: “Il dialogo interreligioso – unitamente al dialogo interculturale – è considerato nei documenti dell’Unione Europea una pratica fondamentale per dare un contributo significativo allo sviluppo di una società libera, ordinata e coesa, che sappia superare l’estremismo filosofico e religioso, gli stereotipi e i pregiudizi, l’ignoranza e l’indifferenza, l’intolleranza e l’ostilità, che anche nel passato recente sono stati causa di tragici conflitti e di spargimento di sangue in Europa”.

L’etimologia greca della parola “dialogo” (ovvero discorso (logos) fra (dia) due persone) non può non implicare l’incontro con l’altro. La Chiesa Cattolica definisce quattro forme di dialogo interreligioso: il dialogo della vita, dove le persone si sforzano di vivere in uno spirito di apertura; il dialogo delle opere, in cui tutti i credenti collaborano attivamente per promuovere valori comuni (libertà, giustizia, sviluppo); il dialogo degli scambi teologici, dove gli esperti cercano di approfondire la comprensione delle loro rispettive eredità religiose e di apprezzare i valori spirituali gli uni degli altri, il dialogo dell’esperienza religiosa, dove persone radicate nelle proprie tradizioni religiose condividono le loro ricchezze spirituali, ciò che riguarda la preghiera e la contemplazione, la fede e le vie della ricerca di Dio o dell’assoluto.

cristianesimo e islam copertina croceLe religioni non sempre hanno dialogato tra loro; la storia ci insegna che si sono combattute non poche guerre e sacrificate non poche vite in nome di Dio, qualunque esso fosse. Gli Stati dell’Unione Europea, da tempo sottolineano il ruolo positivo che il dialogo tra le fedi può svolgere all’interno delle loro società e la sua capacità di porsi come mezzo di pace in Europa e ai suoi confini, in particolare nell’area del Mediterraneo, la cui stabilità dipende anche dalla possibilità di convivenza tra religioni diverse. Nell’Italia di oggi, in cui, attraverso le migrazioni e la globalizzazione, il mondo si mostra in tutte le sue sfumature culturali, etniche e sociali, diventando un’esigenza dettata dall’aumento delle occasioni d’incontro e degli spazi comuni; non è pura teoria, ma vera e propria pratica sociale. Il pluralismo religioso è quindi una realtà, non una scelta. La scelta sta nel decidere se prendere semplicemente atto dell’esistenza di altre religioni o se conoscerle e viverle, tra differenze e cose in comune, tra ciò che allontana e ciò che avvicina.

L’Arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia del Mela (rappresentata dagli Uffici Migrantes e quello per il Dialogo interreligioso insieme alla Consulta delle Aggregazioni laicali) con la comunità Islamica messinese, in occasione dell’Anno Giubilare della Misericordia indetto dal Santo Padre ha dato vita a un ciclo di incontri/confronto dal titolo “Cristianesimo e Islam per una città plurale. Dialoghi di conoscenza e riconoscimento reciproco”. L’integrazione sociale, la convivenza pacifica, la comprensione delle reciproche affinità e differenze sono i punti di forza sui quali questo progetto ha voluto insistere, per provare a superare il clima di diffidenza che spesso caratterizza i rapporti tra le due comunità.

cristianesimo e islam copertinaCinque temi affrontati, secondo le due prospettive, da eccellenti relatori (religiosi e laici) che si sono alternati: la Rivelazione, l’Etica, la Creazione, la Bellezza e la Misericordia. Secondo una metodologia di approccio comune a tutti gli incontri, è stato presentato un percorso parallelo sui principi della rivelazione cristiana e coranica sullo sfondo di quella biblica, come progetto di comunione salvifica di Dio con l’uomo, fatto di amore e amicizia. Un amore che si concretizza nella creazione di un essere “a immagine e somiglianza di Sé”, nell’umanizzazione di un Dio che è misericordioso pur nella sua infinita potenza.

Un solido punto di partenza, questo, che ha permesso anche di riflettere sull’etica come base di confronto tra uomini di comunità religiose diverse che, in una prospettiva di fede, vivono la dimensione trascendente legata alla storia e alla cultura delle proprie origini: due modalità diverse di leggere la società, quella cristiana e quella islamica, rispetto agli ambiti del diritto canonico e di quello dello Stato, che rappresenta un’esperienza culturale vera e propria.

cristianesimo islam5Anche il senso della bellezza come vicinanza a Dio risulta essere una costante delle due realtà religiose. Da Platone a S. Agostino, fino a Tommaso D’Aquino, la bellezza è rapportata all’amore in una tensione continua che conduce l’uomo dall’immanente verso il trascendente; un concetto astratto che, attraverso l’integritas, la proporzio e lo splendor claritas, nella rivelazione del Verbo di Dio fattosi uomo diventa alleanza.

Percepire il bello, dunque, vuol dire sentire la tensione verso altro da noi, a partire dal cuore che diventa il centro decisionale della vita, permettendo così di comprendere al meglio le dimensioni della realtà e i suoi snodi vitali.

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.