“Da un’isola all’altra”, l’arte di Alex Caminiti nella terra dei maori

di Giuseppe Spanò

Un siciliano nella terra dei maori, due isole regno del vento e del mare che si uniscono all’insegna della fantasia e dei colori esplosivi. Curiosità e passione, questi i due sentimenti che Alex Caminiti sta suscitando nei numerosi ed attenti visitatori della mostra “Da un’isola all’altra”, in corso fino al prossimo 9 aprile presso la Galleria “Kaan Zamaan” di Auckland ed organizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e il Consiglio Maori.

Nelle sale dipinti e piccole scultore si armonizzano in una location che si apre non solo al classico evento espositivo ma che accoglie anche una serie di attività collaterali che rendono la presenza dell’artista messinese un evento culturale a tutto tondo.
La Nuova Zelanda quale palcoscenico dell’arte pop del maestro siciliano, terra di tatuaggi artistici che costituiscono l’ideale canovaccio per un personaggio fantasioso ed eclettico qual è Caminiti; un percorso attraverso i tratti salienti della tradizione maori che l’artista, col suo linguaggio astratto e pittorico, ha rivisitato senza mai fare alcun riferimento ai suoi contenuti storico-simbolici ma soffermandosi esclusivamente sull’aspetto estetico e formale, una rilettura in chiave contemporanea e personale.

La mostra rappresenta soltanto uno dei numerosi impegni che Caminiti sta portando avanti nel suo soggiorno australe; incredibile la performance che si è svolta nella spiaggia di Tapuatahi Beach, luogo caro alle tradizioni maori, dove l’artista ha coinvolto ragazzi e bambini dell’associazione “Bald Angels” di Kerikeri, un’organizzazione che si occupa di malattie infantili e adolescenziali e del recupero di ragazzi in condizioni di disagio e di povertà.

Un luogo prescelto per il grande significato simbolico, così come racconta lo stesso Caminiti: “i maori, in fuga dagli inglesi, avevano fatto perdere le loro tracce mimetizzando le orme lasciate dai bambini in fila indiana su questa spiaggia con le orme sovrapposte di un adulto, in modo da non insospettire il nemico; una tattica che ha permesso a tanti maori e, soprattutto, a molti bambini di sopravvivere. Lavorare con questi giovani ha assunto una forte importanza simbolica perché gli è stata fornita l’opportunità di ripercorrere la loro storia in modo allegro e creativo. Ho insegnato loro a dipingersi vicendevolmente il corpo, reinventando le tradizioni locali anche secondo un’estetica spontanea e contemporanea e lasciando che intonassero canti e inscenassero danze tradizionali. Arte e gioco che hanno caricato i ragazzi di energia benefica e spontanea, un inno alla vita, alla natura ed ai colori”.

L’esperienza vissuta da Caminiti, che sarà raccontata attraverso la realizzazione di un docufilm, ha anche scopi benefici: infatti, le somme ricavate da una prossima asta delle sue opere in programma presso Sotheby’s, saranno devolute ad un’associazione di beneficienza legata alla cultura maori. La chiusura ufficiale degli eventi artistici avverrà con la cerimonia di donazione di una grande scultura pubblica, realizzata dal maestro, che sarà installata in un parco a nord di Auckland.

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