“Dracula” con Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini. La pestilenza del male

di Giuseppina Mangione

È iniziata con lo spettacolo “Dracula” la stagione di prosa 2019-2020 del Teatro Vittorio Emanuele. Venerdì
6 dicembre 2019 è andato in scena l’adattamento del romanzo scritto da Bram Stoker nel 1897, riproposto nella versione di Carla Cavalluzzi e Sergio Rubini, che ne ha curato pure la regia.
Di nuovo sul palco messinese la coppia Luigi Lo Cascio – Sergio Rubini dopo la riuscita proposizione di “Delitto e castigo” dell’anno scorso.

Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini

Poco più di trent’anni passano tra la scrittura del romanzo di Dostoevskij da quello di Stoker, ma il divario sembra essere ben più ampio, sia per le tematiche trattate che per quelle accennate nella tessitura narrativa. “Dracula” porta già in sé il peso e l’inquietudine del nuovo secolo.
Il malessere che serpeggia e contagia, che agita e sconvolge tutto è la nota più forte elaborata in questo adattamento e viene realizzata utilizzando una lettura destrutturata del romanzo.
L’attenzione viene posta su sei personaggi che vengono seguiti in maniera frazionata, mentre i flashback nella narrazione hanno il compito di ricondurre al “germe” del racconto originario.
Ritroviamo Jonathan Harker, interpretato da Luigi Lo Cascio, il giovane procuratore che si reca in Transilvania per curare l’acquisto di un immobile a Londra da parte del Conte Dracula. Geno Diana, che veste i panni dell’oscuro personaggio, recita in slovacco ed utilizza anche la platea per le sue improvvise apparizioni. Non è la paura, né il terrore che si vuole trasmettere, bensì il messaggio che è tra le righe del romanzo: c’è un male, oscuro e letale, che assume più sembianze e si insinua nella società.

Sergio Rubini e Alice Bertini

Nessuno è al riparo, ha colpito il matto dell’ospedale psichiatrico interpretato da Lorenzo Lavia, ha contagiato Mina la giovane sposa di Harker, portata in scena da Alice Bertini; ha tentato, ma con diverso successo, menti allenate come quelle del dott. Jack Seward, Roberto Salemi e del prof. Abraham Helsing, Sergio Rubini.
È comune a tutti i personaggi la necessità di opporsi a questa peste e ognuno di loro utilizza le forze rimaste dopo una battaglia che è sempre impari. C’è una sproporzione evidente tra la potenza immediata del male, che viene rappresentata dalla recitazione istrionica di Geno Diana e la resistenza lenta e sofferente proposta da Sergio Rubini.
Dracula è la personificazione di un processo di annientamento; leva il sangue così priva della vita e nel medesimo tempo instilla il veleno che fa nascere una creatura, priva di sentimenti e colore, votata sola al male.
Il gioco di frammenti dello spettacolo “Dracula” si ricompone nel finale con l’uccisione del vampiro, secondo il rito del cuneo di legno che trafigge il cuore e la decapitazione; nulla di truculento, solo un passaggio narrativo verso la conclusione positiva. Infatti, Jonathan e Mina Harker riappaiono guariti e novelli genitori, ma –attenzione – c’è sempre un lato oscuro in agguato, rappresentato, nell’ultima scena della regia di Rubini, da una porta che il procuratore andrà ad aprire e……

 

Lo spettacolo andrà in scena sabato 7 dicembre alle ore 21.00 e domenica 8 dicembre 2019 alle ore 17.30.

Atto unico di 110 minuti
scena Gregorio Botta
costumi Chiara Aversano
musiche Giuseppe Vadalá
progetto sonoro G.U.P. Alcaro
luci Tommaso Toscano
regista collaboratore Gisella Gobbi
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo, Fondazione Teatro della Toscana

 

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