Due navi e tre fotografie in mostra in Olanda

di Attilio Borda Bossana

Incontro-e-saluti-in-mare-tra-la-Dempo-e-la-Johan-van-Oldenbarnevelt-che-col-nome-Lakonia-sarà-a-Messina-il-21-aprile-1962.

Non erano navi che mai avevano toccato il porto di Messina o le isole Eolie, ma grazie ad alcune fotografie il loro nominativo si è legato al territorio peloritano. Quelle immagini sono divenute mezzo di riproduzione storica di un luogo grazie alla maestria artistica di Willem van de Poll (1895-1970). Fu un fotografo olandese tra i più importanti della sua generazione che aveva lavorato come fotoreporter per riviste olandesi e straniere, curato servizi di moda per Vogue e Harper’s Bazaar, ma era più conosciuto nei Paesi Bassi come fotografo personale della famiglia reale olandese. Per uno dei suoi reportage, nel giugno del 1935, si trovò a bordo della motonave Dempo della Rotterdamsche Lloyd, nave di 16979 tonnellate di stazza lorda, varata nel luglio del 1929 e consegnata a febbraio dell’anno successivo per l’attività croceristica sulla rotta Slamat, Rotterdam, Southampton, Lisbona, Tangier, Gibraltar, Marseille, Port Said, Suez, Colombo, Sabang, Belawan, Singapore e Batavia.

Molti passeggeri preferivano risparmiare una settimana di navigazione e soprattutto evitare i marosi del Golfo di Biscaglia, raggiungendo più comodamente in treno, i porti di Marsiglia o Genova. La Dempo, con de Poll a bordo, attraversò lo Stretto di Messina, nel giugno 1935, proprio per raggiungere il Mediterraneo provenendo da Marsiglia. Navigando sulla parte destra dello Stretto, la Dempo passò a poca distanza dalla penisola di San Raineri e il fotografo-artista poté immortalare una visione particolare di Messina vista dal mare, con i passeggeri sulle chaise longue del ponte passeggiata o in piedi o appoggiati al corrimano in legno della battagliola, attenti ad ammirare il panorama di un “territorio d’aMare”.

La nave non entrò in porto proseguendo la sua rotta nello Stretto in direzione sud, ma prima, dopo aver superato la chiesa di Grotte, sulla sponda siciliana,

Il faro di San Raineri fotografato da bordo della Dempo

alla sinistra della nave aveva avuto un altro un incontro “particolare” da fotografare. Al centro dello Stretto navigava sulla rotta opposta, la nave cisterna Recco che insieme alla Rapallo, entrambe destinate al traffico per la Libia e l’Impero, fu la capostipite della flotta, a quell’epoca, Agip e poi Snam, in qualità di società armatrice del gruppo Eni, sino al 30 settembre 2003, quando, il comparto marittimo fu ceduto a Carbofin. Della nave Recco nello Stretto non esistevano fotografie e Willem van de Poll da bordo della Dempo, la ritrasse con la quinta naturale della costa calabra; immagine storica ed unica del particolare periodo del trasporto petrolifero e singolare per una nave cisterna, tra l’altro mai ormeggiata al porto di Messina. Ma le straordinarie istantanee del fotografo olandese non si erano limitate allo Stretto; prima di arrivare a capo Peloro, la Dempo proseguendo nella sua rotta di trasferimento verso sud, era passata anche dalle isole Eolie e, complice il comandante della nave, ci fu il tempo per immortalare lo Stromboli con la sua sciara, a beneficio dei croceristi stupiti dalla suggestione del vulcano.

Nel trentacinquesimo anniversario della morte di Willem van de Poll, da novembre 2005 a febbraio del 2006, il National Archives of the Netherlands con l’Hague Museum of Photography ha promosso al Fotomuseum di Den Haag nei Paesi Bassi, la mostra Retrospectief, con esposta per la prima volta, tutta la sua produzione artistica, con le foto della crociera a bordo del Dempo, le immagini della vita di bordo, dei passeggeri tra cui quelle del commediografo, attore e regista britannico Sir Noël Coward, ed i “panorami” di Messina, dello Stretto e dello Stromboli

La nave Dempo e la cisterna Recco svolsero la loro attività sino al periodo bellico della seconda guerra mondiale, durante il quale affondarono. La Dempo fu impiegata per l’attività croceristica fino a quando il Ministero dei trasporti bellico britannico la noleggiò nel gennaio 1941 e convertita a Liverpool per trasporto di truppe. Durante una di queste missioni il 17 marzo 1944, navigando nel convoglio SNF 17 con rotta da Napoli verso il Nord Africa, al comando del capitano W. Jansen. Già in Mediterraneo, la nave fu silurata, tra Algeri e Philippeville, dal sottomarino tedesco U 371; i tentativi del comandante W. Jansen, di arenare la Dempo fallirono e la nave affondò; perirono 498 soldati americani e 333 membri dell’equipaggio furono salvati.

Quando l’Italia entrò in guerra, il 10 giugno 1940, la Recco, come la gemella Rapallo, era fuori dal bacino del Mediterraneo, e trovò rifugio a Santa Cruz de Tenerife, nelle Canarie; tentando di forzare il blocco navale contro i Paesi dell’Asse, il 19 aprile 1941 la nave lasciò quel porto diretta a Betasom, l’acronimo della base atlantica di sommergibili italiani a Bordeaux. Il 3 maggio, a circa 400 miglia a nord delle Azzorre, la nave venne avvistata dall’incrociatore ausiliario britannico Hilary che manovrò per catturarla con il suo prezioso carico di 8500 tonnellate di combustibile. Il comandante della Recco, il quarantasettenne capitano di lungo corso Gottardo Castagnola, per evitare l’abbordaggio, ordinò l’autoaffondamento della nave. I trenta uomini dell’equipaggio della Recco furono recuperati dall’Hilary e trasportati nell’Isola di Man, dove trascorsero in prigionia i successivi cinque anni, rimpatriando parecchi mesi la conclusione del conflitto.

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