Festival “la panchina dei versi”

Nato con la finalità di tenere compagnia in questi giorni di quarantena in casa, il festival online “La panchina dei versi – festival contro il coronavirus” è diventato un appuntamento molto gradito dagli utenti in rete, per la qualità artistica degli ospiti intervenuti. Il festival è nato da un’idea del poeta ed editore Giuseppe Aletti che, per superare l’isolamento dovuto all’emergenza coronavirus, ha pensato a questo appuntamento quotidiano in rete, che è stato inaugurato dal trascinante concerto del cantautore Francesco Baccini, e da lì (sono passati venti giorni appena) si sono alternati numerosissimi personaggi di varie discipline artistiche, tutti molto apprezzati.

Spensierato è l’aggettivo adatto alla diretta di Silvia Mezzanotte, storica voce di Matia Bazar che, con garbo e con il suo tenace ottimismo, ha coccolato il pubblico, interpretando capolavori come “Brivido caldo” e “Brava” di Mina. Molto intenso è stato l’intervento di Alberto Fortis che, in ritiro a Domodossola, ha regalato un’ora di energiche emozioni con l’esecuzione dei suoi più famosi brani e del suo ultimo singolo “Nyente da dire”: un momento che resterà custodito soltanto nella memoria di coloro che hanno seguito la diretta Facebook, perché il video, purtroppo, è scomparso dalla pagina con grande rammarico di Aletti, del suo staff e dello stesso cantautore.

C’è stato spazio per tanta buona musica in questo festival online che è diventato una vetrina permanente di vari generi musicali: la canzone napoletana nella versione proposta dal performer Gianluigi Esposito; i grandi successi italiani e internazionali proposti dal corista Rai Alfjo Greco, il suono malinconico della fisarmonica dalle dita di Giuseppe Di Leo, i timbri vocali particolari di Raffaele Tedesco, Ugo Mazzei ed Emanuele Di Cosimo; il blues di Paolo Bonfanti; la musica dei due grandi musicisti della Rino Gaetano Band, in versione solista – Alberto Lombardi e Michele Amadori – le cover e canzoni originali dell’artista giramondo Alessandro Vasta, che porta in giro per il mondo la grande musica italiana e si è collegato dall’India dove si trova in questi giorni; Micol Picchioni che suona il rock con la sua arpa. Insieme a questi importanti artisti, scelti accuratamente dagli organizzatori del festival con la supervisione del direttore artistico Giuseppe Aletti, si sono esibiti anche due giovanissimi talenti: il quattordicenne Carl Bass, al suo primo debutto pubblico, e il pianista Lorenzo Maria Aronne.

Oltre agli incontri musicali, c’è stato l’intervento del maestro Alessandro Quasimodo, autore, attore e regista teatrale, nonché figlio del poeta Premio Nobel Salvatore Quasimodo, che ha interpretato alcune poesie scelte da lui per descrivere il particolare momento storico che stiamo vivendo. Ci sono stati i contributi letterari dei poeti Francesco Gazzè, Franco Arminio e Giorgi Kekelidze; un’interessante lezione del giovanissimo professore e giornalista Pino Suriano, che ha letto alcune pagine particolarmente significative del Manzoni; un intervento della traduttrice georgiana Nunu Geladze sulla vicinanza tra Georgia e Italia; ed infine un’originale lezione di scrittura creativa di Giuseppe Aletti. Sono intervenuti, in questo lungo calendario di incontri, anche il professore dell’Università della Calabria Mario Caligiuri con il suo prezioso discorso sul tema “Educazione e disinformazione al tempo del covid-19” e la sottosegretaria alla Cultura Anna Laura Orrico, che ha ricordato il primato dell’Italia in ambito artistico, “un dono da offrire al resto del mondo”.

Ma non è finita qui, perché il festival continua e promette tanti nuovi incontri interessanti, come ad esempio quello con il cantautore Michele Pecora: tutti trasmessi sempre sulla pagina Facebook “Il Paese della Poesia – Il Federiciano”:

 

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