“Figli di un Dio minore” in scena al Teatro Vittorio Emanuele II dal 28 febbraio al 2 marzo 2017

di Giusi Mangione

Continua l’avventura teatrale di Figli di un Dio minore. Dopo aver commosso le platee italiane nel primo anno di tournée lo spettacolo torna in scena, al Teatro Vittorio Emanuele.
Attraverso il racconto della storia d’amore tra l’insegnante logopedista James e l’ allieva Sara, lo spettacolo, con delicatezza e poesia, pone l’attenzione su una minoranza invisibile come quella dei sordi e getta luce su quella sottile linea in cui universi comunicativi separati si incontrano.
Portato in scena da un giovane cast di attori udenti e sordi (guidato da Giorgio Lupano e Rita Mazza) che ha letteralmente conquistato il pubblico, Figli di un Dio minore è uno spettacolo unico nel suo genere perché si rivolge tanto agli udenti che ai non udenti e ad entrambi regala emozione e sorpresa.
La trama è coinvolgente. In un Istituto per sordi arriva un nuovo insegnante di logopedia. È James Leeds, un giovane i cui metodi anti-convenzionali e diretti sono guardati con sospetto dal direttore che lo esorta subito a non essere troppo “creativo” nell’insegnamento. Leeds va avanti per la sua strada ed i risultati del suo empatico rapporto con gli allievi non tardano ad arrivare. Ma la vera sfida per il professore è rappresentata da Sara, una giovane donna, bella, intelligente e sorda dalla nascita.
La ragazza, accolta dalla scuola fin dall’infanzia, vi si è diplomata ed ha poi deciso di rimanere lì, dentro i confini del suo mondo di silenzio, accettando un lavoro da cameriera. Si sente più sicura in mezzo alla “sua gente” e preferisce non affrontare l’esterno, una realtà che percepisce come ostile e crudele. “La sordità – risponderà a Leeds che cerca di farla uscire dal suo isolamento volontario – non è il contrario dell’udito. È un silenzio pieno di suoni”.
Sara ha un carattere forte, è spigolosa, introversa. Fiera della sua diversità si rifiuta di parlare perché, non avendo mai conosciuto il suono della voce umana, sa di non poterlo fare bene e si esprime solo attraverso la lingua dei segni.
Ogni incontro tra i due è una sfida e, allo stesso tempo, un’occasione per cercare di aprirsi all’altro. Nonostante l’iniziale ostilità della ragazza, James non si arrende e i due finiscono per innamorarsi. Ma sono molti gli ostacoli che la loro relazione dovrà superare.
Il primo allestimento italiano di “Figli di un Dio minore” è un’importante occasione per il nostro teatro. Un’occasione di confronto fra universi comunicativi separati e sovrapposti, in rapporto con le relative implicazioni umane, sociali e pedagogiche.
Il progetto ha preso il via da un laboratorio dedicato a giovani interpreti, sordi o con l’udito parzialmente danneggiato, attori udenti e ad esperti della lingua dei segni ed ha avuto come oggetto, oltre allo studio del testo, quello delle potenzialità espressive del doppio binario fra lingua dei segni e comunicazione orale.
Una struttura scenica essenziale che si compone, si trasforma e crea i diversi luoghi deputati della vicenda, una colonna sonora e musicale sobria ed efficace marca le differenze ed il sottile varco di comunicazione fra i due mondi. Preziosissimo il tema musicale che Giorgia ha voluto creare per lo spettacolo.
Tutte le fasi del lavoro, dalla prima parte laboratoriale fino all’allestimento vero e proprio, sono state concordate, supportate e realizzate con la collaborazione dell’ISSR, Istituto Statale dei Sordi di Roma che ha messo a disposizione dello spettacolo personale (mediatori culturali, insegnanti di Lingua Italiana dei Segni), ed ogni tipo di mezzi per la promozione e divulgazione dello spettacolo anche presso le comunità di sordi nelle diverse città dove “Figli di un Dio Minore” è rappresentato.

Programmazione:

28 febbraio 2017 ore 21.00

1 marzo 2017 ore 21.00

2 marzo 2017 ore 17.30

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