“Forme e colori del Tritec” mostra personale del Maestro Santo Di Mauro

di Antonino Morreale

Grande affluenza di pubblico, martedì 10 gennaio scorso, presso il Palazzo dei Leoni, alla Città Metropolitana di Messina, per la “personale” del Maestro Santo Di Mauro.

Infatti, ancor prima delle 17, ora dell’inaugurazione, tantissime persone hanno affollato i locali dov’erano esposti i quadri apprezzandone la vivacità dei colori e l’estro artistico del pittore messinese.

Di Mauro, ha indirizzato la sua fervida vena artistica e creativa ispirandosi alla Natura, all’Astrattismo, alla Metafisica e al Cubismo, utilizzando e affinando diverse tecniche pittoriche ma maggiormente colori ad olio, smalto e colori acrilici. E dopo diverse mostre personali e collettive a cui ha partecipato, è proprio per l’uso di queste tre tecniche che ha voluto chiamare questa Mostra “Forme e colori del Tritec”.

Grande soddisfazione, per l’artista e per tutta la famiglia presente, ricevere attestati di stima da appassionati dell’arte ed amici ed è stato proprio uno dei figli, l’avv. Marco Di Mauro, a dare il via all’inaugurazione, ringraziando la Città Metropolitana per l’ospitalità, tutti coloro che hanno collaborato e il pubblico intervenuto, ma molto belle le parole dedicate al padre, molto sentite da tutta la famiglia.

Ha quindi dato la parola a Rosaria Landro della redazione di Messina della rivista “Globus Magazine” per la recensione alla Mostra che riportiamo qui di seguito:

“Diciamo subito che non nasce certo oggi il percorso artistico del Maestro Santo Di Mauro. Nato a Messina, è all’età di sedici anni, infatti che, da autodidatta, avverte una spiccata predisposizione per l’arte e in maniera specifica per la pittura; una vena artistica che varie vicende lo portano spesso, in seguito, ad interrompere forzatamente. Al giovane Di Mauro piaceva disegnare paperini e topolini ma anche fiori su vetro che disegnava con l’inchiostro di china e poi, in mezzo, li colorava con la tempera. Dopo aver fatto qualcosa ad olio, che però non lo soddisfaceva, cominciò, in modo un po’ casuale, con lo smalto e in questa tecnica prese una bella mano. Dopo diversi anni, conobbe un pittore che usava il ducotone e fu lui che gli fece nascere la curiosità e la passione per questa tecnica. Da qui il passaggio ai colori acrilici e in ogni caso ancora lo smalto. Da qualche tempo si è potuto dedicare con più intensità e fervore alla sua passione raggiungendo quegli obiettivi che si era prefissato da tempo: trasmettere alle sue opere la sua stessa anima.

Quindi è doveroso cominciare col citare alcune sue mostre personali nonché le sue partecipazioni a dei significativi Premi Nazionali in cui consegue grandi soddisfazioni a partire dal XXV° Premio Civitavecchia nel 1972 – Mostra nazionale di arte contemporanea e poi la sua “personale” al Circolo Duca di Genova a Milazzo nel 1974, in seguito la partecipazione, sempre quello stesso anno, presso il Comune di Messina, alla 5^ Edizione del Premio Nazionale di Pittura “Antonello da Messina” ed ancora al The Hoop/Centro D’Arte nel 1976 per poi ricevere il “Diploma di merito” al Premio Contesse nel 1978 da una giuria composta da valenti galleristi, pittori, giornalisti e critici d’arte. Anche di recente, precisamente nel 2015, con la significativa motivazione “di aver impreziosito la mostra”, gli è stata conferita una targa a riconoscimento della sua partecipazione alla mostra collettiva “Emozioni d’Arte” organizzata dal Club Kiwanis Peloro Messina.

Tornando alle origini, così cominciava un articolo della Gazzetta del Sud del 1972 a lui dedicato: “Presso la Galleria “Arte Studio” (via Maddalena, 33) è allestita una mostra personale del giovane pittore messinese Santo Di Mauro. Sono esposte quaranta opere palesanti doti sufficientemente individuabili nel giovane artista autodidatta. Le opere annunciano anzitutto una ricerca stilistica instancabile e l’esigenza di organizzare strutturalmente un linguaggio che dovrebbe, non ne dubitiamo, pervenire a risultati formali di non piccolo interesse. Che la personalità artistica di Santo Di Mauro sia in fase di maturazione…”

Ecco, a questo punto dell’articolo, qui ci fermiamo…, perché, se questo probabilmente era giusto e lo si poteva dire allora, adesso l’artista dopo una continua ricerca tecnica e creativa è giunto in quella fase espressiva che evidenzia non solo la sua evoluzione dal punto di vista puramente tecnico ma emergono più chiaramente, attraverso questa, le sue originali e caratteristiche ispirazioni creative e ancor di più la sua singolare personalità. Santo Di Mauro è da anni, infatti, una fucina instancabile di creazioni pittoriche ed opere contrassegnate da ormai collaudate tecniche di pittura che, in toto, nel loro insieme, l’artista ha voluto chiamare Tritec. Giunto ad un punto di arrivo esteticamente valido, evidentemente percorso con costanza e pazienza, pone in luce nelle sue opere un itinerario frutto di una intensa elaborazione tecnica e tematica. E’ l’espressione pittorica del fare data dalla spinta emozionale che nasce con la percezione, da parte dell’artista, di una carica interiore che lo porta a un punto che ci piace descrivere riportando le sue stesse parole:

“Sento qualcosa nelle mani… una cosa che devo assolutamente fare, è un qualcosa che mi sento dentro e mi spinge a fare… a iniziare qualcosa… i miei quadri li faccio sempre e solo se sento quel qualcosa dentro”.

E noi aggiungiamo che è questa sensazione, di questo “qualcosa”, ripetuto più volte dall’artista, che nell’arte può fare la differenza, quando l’Arte è intesa non come semplice mezzo di riproduzione ma come ricerca ed esternazione del proprio sentire. E la pittura come del resto ogni forma di arte rappresenta sicuramente uno spazio di bellezza, di cultura e occasione di riflessione.  Oltre a quadri di natura morta, le sue opere si ispirano alle correnti artistiche della Metafisica, del Cubismo e dell’Astrattismo e “Forme e colori del Tritec” è come ha chiamato questa sua “personale” proprio perché sono sostanzialmente tre le tecniche maggiormente usate dall’artista sulle sue tele per fare intrecciare o divergere, con un turbinio di colori, i suoi diversi stati d’animo: ed è qui che si realizza il “trasmettere alle sue opere la sua stessa anima” a cui si faceva riferimento prima. A questo punto assume una singolare valenza, che si può definire come una cartina al tornasole per gli stati d’animo, la frequente presenza di “occhi” o “mezze facce” in molti dei suoi quadri, ma sull’espressione degli occhi ci spiega meglio lo stesso artista:

“Dipende dal momento… come se avessi due personalità… molte volte gli occhi sono corrucciati… quando uso gli spigoli sono in tensione, quando vado sulle rotondità sono disteso. Nelle mie ultime opere ci metto sempre degli “occhi” …ad esempio dipingo disegni o mezze facce con gli “occhi” …che per me hanno e danno un’animazione alle mie opere… le sento vive… senza occhi le sento amorfe”.

A questo proposito lo stesso Vincent Van Gogh diceva: “Preferisco dipingere gli occhi degli uomini che le cattedrali, perché negli occhi degli uomini c’è qualcosa che non c’è nelle cattedrali, per quanto maestose e imponenti siano”.

Concludendo, la pittura del Maestro Di Mauro presenta una spiccata cromaticità che ci fa forse intravedere nell’artista un celato desiderio di tradurre con le sue tecniche e principalmente coi suoi colori la sua vivace e profonda interiorità. Perché come affermava Paul Klee, esponente dell’Astrattismo: “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”.

Il pubblico ha visionato ancora le opere, dopo la pausa per uno squisito rinfresco, e non sono mancati i contatti all’artista per ulteriori esposizioni in altre sedi.

La pregevole mostra del Maestro messinese si può visitare fino al 20 gennaio 2017, nella stessa sede di Palazzo dei Leoni, consentendo le visite tutti i giorni, tranne la domenica, dalle ore 9.00 alle ore 18.30, il sabato fino alle ore 18.00.

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