Francavilla di Sicilia ed i palmenti rupestri del monastero basiliano di San Salvatore della Placa

di Giuseppe Spanò

Sabato 14 luglio, alle ore 17.00 in piazza San Francesco a Francavilla di Sicilia, presso Palazzo Cagnone, avrà inizio la prima tappa dell’itinerario dei palmenti rupestri della Valle dell’Alcantara e delle terre dell’Etna.

Il raduno avrà come obiettivo la visita dei palmenti del monastero basiliano di San Salvatore della Placa, attraverso un itinerario di media difficoltà, e costituirà un’occasione per immergersi nell’universo degli odori e dei sapori più autentici della Sicilia nordorientale e per apprendere al contempo, grazie all’intervento di studiosi ed esperti, notizie interessanti sulla natura, sulla storia e sulle antiche tradizioni dei luoghi che si andranno a visitare..

Faranno da guida l’ex commissario del Corpo Forestale della Regione Sicilia Enzo Crimi, il presidente dell’Accademia Internazionale “Il Convivio” Angelo Manitta e l’autore del libro “La valle dei palmenti” Salvatore Puglisi; al termine dell’itinerario il Comune di Francavilla di Sicilia e la Soc. Coop. Turistica Akesines, organizzeranno una degustazione di prodotti tipici.

La serie di itinerari dei palmenti rupestri della Valle dell’Alcantara e delle terre dell’Etna si svilupperà tra il 14 luglio e l’11 agosto, ogni sabato, nelle località che ospitano queste particolari testimonianze preistoriche legate all’attività di vinificazione, praticata nella Sicilia Orientale sin dall’Età del Bronzo (tra il 3.300 ed il 1.200 a. C.) per poi essere successivamente perfezionata dai colonizzatori greci di Naxos (nell’VIII sec. a. C.) con nuove tecniche e nuove varietà di vitigni.

L’iniziativa è coordinata da Giuseppe Carmeni, architetto e docente di Storia dell’Arte, e si avvale del supporto organizzativo di “Naxos Entertainment” e della collaborazione del Parco Archeologico “Naxos – Taormina”, della sezione di Bronte e Maletto dell’associazione “Sicilia Antica”, della sezione di Bronte del “Club Alpino Italiano”, della “Tenuta Rustica”, della Società Cooperativa Turistica “Akesines”, dell’Istituto di Archeoastronomia Siciliana, dell’Accademia Internazionale “Il Convivio”, della dottoressa Valeria Alliata di Villafranca e dei Comuni di Bronte, Francavilla di Sicilia, Maletto, Roccella Valdemone e Taormina.

Tra la Valle dell’Alcantara e le aree etnee, in zone piuttosto distanti dai centri urbani, sopravvivono diverse rudimentali strutture per la produzione del vino ricavate nelle pareti rupestri. Questi palmenti preistorici, dalla datazione comunque incerta, sono solitamente costituiti da due vasche comunicanti tramite un foro. In quella superiore l’uva veniva versata, pigiata e lasciata riposare, mentre in quella inferiore, sfruttando la pendenza naturale della roccia, si lasciava defluire il mosto per la fermentazione.

I palmenti rupestri sono da considerare a tutti gli effetti dei beni culturali, ormai diventati parte integrante del paesaggio rurale della Valle dell’Alcantara e delle terre dell’Etna. È quindi compito delle comunità locali e degli studiosi tutelarli e valorizzarli.

Per lo studio e la valorizzazione dei palmenti rupestri esistenti tra l’Alcantara e l’Etna è stato costituito un apposito comitato scientifico del quale, oltre al prima citato Salvatore Ferruccio Puglisi che ha avuto il merito di far accendere i riflettori su tali siti preistorici, fanno parte Gloria Olcese, docente di Metodologie della Ricerca Archeologica presso l’Università di Scienze di Milano, Maria Teresa Magro, funzionaria della Sovrintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali di Catania, Angelo Manitta, presidente dell’Accademia Internazionale “Il Convivio”, Enzo Crimi, ex commissario del Corpo Forestale della Regione Siciliana, l’astrofisico Andrea Orlando, presidente dell’Istituto di Archeoastronomia Siciliana, l’archeologo Marco Scaravilli ed il cultore e divulgatore di storia locale Giorgio Luca.

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.