Galleria d’Arte “Lucio Barbera”, domani presentazione del libro “Casca il mondo”

Prosegue l’attività di promozione alla lettura promossa dalla Città Metropolitana di Messina e rivolta, in questa occasione, ai più piccoli.

Domani 6 giugno, alle ore 10.00, presso i locali della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lucio Barbera”, alla presenza della scrittrice Nadia Terranova, avrà luogo la presentazione del libro “Casca il mondo”, un testo che attraverso la rappresentazioni di tematiche attuali, narra il dramma di due bambini che diventano amici e che sono accomunati da due tragedie: l’uno, a causa del terremoto, ha perso la sua casa mentre l’altro, a causa della guerra, è stato costretto a fuggire dal proprio paese insieme ai genitori.

L’autrice, nata a Messina, vive oggi a Roma e collabora con diverse testate tra cui “IL” del Sole 24 Ore, e tiene regolarmente laboratori di scrittura in scuole, librerie e biblioteche. All’iniziativa parteciperanno gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Pascoli-Crispi” che presenteranno riflessioni e lavori sull’argomento e che saranno coinvolti nella lettura del libro.

“Casca il mondo nasce in un periodo in cui, per lavoro e per amicizia, andavo spesso a L’Aquila. Erano gli anni fra il 2009 e il 2012” – afferma l’autrice Nadia Terranova – “e quello che più mi colpiva erano le case del centro storico, vuote, segnate, violate, eppure ostinatamente vive. Dietro le porte sentivo nitidamente il silenzio, l’aria piena di pulviscoli, il rumore fracassone degli oggetti. Mi ritrovo spesso a sostare davanti alle case vuote, soprattutto se abbandonate di recente. Non m’importa entrare, mi accontento di stare sulla soglia, osservare le finestre, i balconi ricoperti di calcinacci. Anche il modo in cui le erbacce spuntano dai muri o dalle grate presenta una sua enigmatica grazia. Il mese scorso mi sono fermata davanti a un’antica casa abbandonata, incastonata in un roccione. La porta era bloccata da una catena, ma restava mezza aperta: dall’interno fuoriusciva una scia di piccoli giocattoli colorati, come quelli che si trovano nelle uova di cioccolato. Era una fotografia, a saperla scattare; erano mille storie per chi le sa raccontare.
Oscar, il protagonista di Casca il mondo, ha un’ossessione molto concreta, come tutti i bambini: vuole tornare a casa. Sì, c’è stato il terremoto, i genitori sono stravolti e lui stesso ha subito un trauma, perché ha perso le parole. Ma non è quello il punto, il punto è che a Tendopoli manca il suo coccodrillo portasapone, manca la vita di prima.
Golan, l’altro protagonista, ha lo stesso chiodo fisso. Da quando è arrivato in Italia con la famiglia non riesce a smettere di pensare alla casa bianca che ha lasciato nel suo paese, distrutta dalla guerra.
Per Oscar la sua casa è un castello, per Golan anche: diventano amici non perché sia giusto o etico in modo astratto che bambini di diverse culture lo diventino, ma perché condividono un sentimento. E anche, come dice Oscar, perché sono entrambi spettinati. Sono le piccole cose che definiscono le persone, e gli adulti spesso se le perdono dietro discorsi fumosi.
Il mondo dei bambini è un mondo reale, fatto di oggetti, di parole che scappano e giocattoli di cui si ha bisogno. La speranza depositata alla fine di Casca il mondo è questa: dopo che tutto si è capovolto bisogna avere il coraggio di andarsi a riprendere la cosa (la casa) da cui ripartire. A volte, molto spesso, sono i bambini ad avere questo coraggio. I grandi devono solo seguirli”.

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