Giancarlo Giannini e «Le parole note, “Viaggi e Miraggi”»

giancarlo giannini

di Rosaria Landro

viaggi-e-miraggiSi è aperta la stagione di prosa e musica 2016/1017 al Teatro Vittorio Emanuele, venerdì 4 novembre, con Giancarlo Giannini e «Le parole note, “Viaggi e Miraggi”», recital di poesia e musica, presentato da Susy Mennella con la produzione di “Cabiria Production e Terzo Millennio”, che lo straordinario attore porta in scena insieme a Marco Zurzolo, noto sassofonista partenopeo, e alla “Zurzolo Trio Band” con Carlo Fimiani alla chitarra e Aldo Perris al contrabbasso.

Non delude certo le aspettative Giannini e lo spettacolo ruota attorno alla celebrazione del tema dell’amore e della donna per mezzo de “Le parole note”, quelle dei versi di famosi poeti che ci conducono in un viaggio ideale verso una dimensione eterna, senza tempo, come quella della poesia.

E cantore più adatto non poteva esserci… Giancarlo Giannini e la forza, la capacità evocativa della sua voce, che suscita emozioni che si pensavano perdute e quindi, grazie a “Le parole note”, attraverso immaginari “viaggi” nel tempo e nell’anima si giunge ai “miraggi”: ricordi, sensazioni personali che rivivono, o si ridestano, in chi ascolta.

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Marco Zurzolo

La musica è un altro elemento importante, altrettanto forte ed evocativo come la parola stessa, tanto più se il musicista è un artista come Marco Zurzolo che conta al suo attivo collaborazioni con noti artisti italiani e stranieri come Pino Daniele, Zucchero, Roberto Murolo, Chet Baker, Gino Paoli, solo per citarne alcuni.

Ma Giannini ci vuole condurre anche verso un percorso di riflessione che, ponendo al centro l’importanza della poesia e della musica, ci induce a pensare, a non subire passivamente e quindi a reagire in questa delicata fase che stiamo attraversando, verso la globalizzazione, in cui si rischia di perdere i punti di riferimento e la propria identità.

L’esaltazione dell’amore e della donna la fanno da padroni e per lo spettacolo non c’è nessuna scenografia particolare da allestire… bastano solo gli strumenti dei musicisti, un essenziale gioco di luci e un leggio.

Si inizia con una intensa introduzione del sax di Marco Zurzolo dopo la quale entra in scena Giancarlo Giannini e, da quel momento, la sua determinante bravura, la forza della poesia e della musica, divengono assoluti protagonisti in scena.

Da grande attore qual è, con lettura ed interpretazione sentita e vibrante, con una perfetta scelta di ritmi, Giannini si incrocia con le esibizioni del “Marco Zurzolo Trio” che ci regalano dei brani di jazz e blues veramente di ottimo livello; singolari le esecuzioni di temi musicali, anche molto noti come “Quizas, quizas, quizas”, come anche quelle di singolari pezzi, sempre in chiave jazz, della tradizione napoletana da cui provengono tutti e tre i musicisti.

giancarlo-giannini-marco-zurzolo“Questa sera ci divertiremo, spero – esordisce così Giannini – Viaggeremo un po’ tra musica e parole, nella poesia e soprattutto nel tema delle poesie d’amore e dei poeti che, nel presente e nel passato, hanno parlato della donna».

E via con Pedro Salinas, Garcia Lorca, Poliziano, Pablo Neruda e ancora Dante, Petrarca, Pasolini ed altri.

Particolarmente applaudite dal pubblico, “A Silvia” di Leopardi e “S’i’ fosse foco” di Cecco Angiolieri come anche “L’orazione funebre di Antonio”, dal “Giulio Cesare” di Shakespeare. Si continua così, in un equilibrato affresco di musica e “parole note”, proseguendo tra i sentiti applausi finali che conducono al bis sui versi bellissimi di “Questo amore” di Jacques Prevert. e chiudendo coi fantastici versi di William Blake:

“Vedere il mondo in un granello di sabbia

e un paradiso in un fiore selvatico,

tenere nel palmo della mano l’infinito

e l’eternità in un’ora”

Non poteva che confermare le attese, Giancarlo Giannini, uno dei migliori attori fra i più grandi talenti del cinema italiano, in questo gioco di reminiscenze dove il solido mestiere si affianca alla bravura interpretativa ed è giusto dare il meritato riconoscimento anche all’Ente Teatro di Messina che ha contrassegnato con tale evento l’inizio di questa stagione di prosa e musica.

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