Grani antichi siciliani, identificate le caratteristiche genetiche di trenta specie

di Giuseppe Spanò

Ugo De Cillis

Da oggi sarà più difficile commerciare farine comuni spacciandole come prodotto d’eccellenza di grani antichi siciliani. La tracciabilità, fin qui attestata da documenti e nulla più, dovrà essere certificata da approfondite analisi di laboratorio.

Ciò sarà possibile grazie all’analisi del Dna sulla base della schedatura del genoma di trenta tipi di grano che appartengono alla collezione della Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia di Caltagirone, organizzazione che è deputata ai controlli antifrode.

Sulla rivista di settore “Plants” sono stati resi noti i risultati dello studio sulla caratterizzazione genetica e morfo-qualitativa della banca di germoplasma di “grani antichi” siciliani che annovera ventisette varietà di grano duro, uno di frumento tenero e due varietà storiche di grano duro.

Alla ricerca, condotta nell’ambito del progetto finanziato dal Miur attraverso il Pon “Sviluppo tecnologico e innovazione per la sostenibilità e competitività della cerealicoltura meridionale”, hanno contribuito gli esperti del Centro di ricerca Difesa e Certificazione del Crea, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Cnr di Palermo e la stessa Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura.

I ricercatori hanno adoperato marcatori genetici molecolari a singolo nucleotide (Single Nucleotide Polymorphism – Snp), che hanno consentito di risaltare la varietà genetica dei frumenti storici siciliani, mediante un’impronta genetica (fingerprinting) replicabile per ciascuna tipologia della collezione, indispensabile per definire la tracciabilità dei prodotti della filiera del grano antico.

La collezione dei grani duri siciliani su cui è stata realizzata la ricerca, custodita presso la Stazione Sperimentale di Granicoltura, è stata effettuata a partire dagli anni ’30 da Ugo De Cillis e Nazareno Strampelli, pionieri della ricerca agricola italiana.

Nazareno Strampelli

I riscontri dello studio sono rilevanti per garantire i produttori ed i consumatori da possibili frodi commerciali, visto il crescente interesse dei grani antichi da parte dei consumatori e del movimento economico ad essa connesso.

L’importanza che la ricerca scientifica assume particolare rilevanza nella salvaguardia del rilevante patrimonio genetico anche per ulteriori programmi di miglioramento genetico dei cereali d’eccellenza, soprattutto dei relativi aspetti qualitativi, della loro attitudine alla trasformazione e della salvaguardia della biodiversità.

In Sicilia, una delle aree storicamente più rilevanti per la produzione di grano duro, si assiste ad un costante incremento dei terreni coltivati con varietà storiche locali, per molti anni quasi dimenticate. Tutto ciò ha dato il via allo sviluppo di una filiera di nicchia che ha portato alla registrazione di sedici tipi di frumento siciliano, in aggiunta alle tre già iscritte nel “Registro Nazionale delle varietà da conservazione delle specie agrarie e delle specie ortive”.

La possibilità di fare riferimento ad una “Banca del germoplasma” di frumenti storici siciliani, il cui scopo fondamentale è quello di proteggere le risorse genetiche, è risultata indispensabile per lo studio della mutabilità genetica della specie e per l’utilizzo di tecnologie avanzate per una certificazione di filiera.

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