Green Public Procurement, conclusa la prima giornata formativa sui criteri ambientali negli appalti pubblici

Si è svolta stamane la prima giornata di formazione in modalità telematica di affiancamento sui CAM e sul GPP del Ministero dell’Ambiente, riservata ai componenti del Gruppo di Lavoro interno GPP e ai RUP responsabili degli acquisti della Città Metropolitana di Messina e dei Comuni dell’area metropolitana.

Il Segretario Generale di Palazzo dei Leoni, avv. Maria Angela Caponetti, nell’introdurre i lavori, ha sottolineato l’importanza dell’attuazione dell’Agenda metropolitana per lo sviluppo sostenibile ed il ruolo strategico dell’affiancamento on the job sul tema del Green Public Procurement, nell’ambito del Progetto del Ministero dell’Ambiente “CReIAMO PA”.

“Stiamo lavorando su due profili – ha affermato il Segretario Generale avv. Maria Angela Caponetti – per la messa in atto di piani di sviluppo sostenibili, orientati sulle scelte di acquisti di beni e servizi che presentino il minore impatto ambientale. Dal punto di vista interno è stato approvato il Regolamento per gli acquisti verdi per la fornitura di beni e servizi e per l’esecuzione di lavori con Criteri Ambientali Minimi mentre dal punto di vista esterno stiamo coinvolgendo i Comuni della Città Metropolitana, stiamo incentivando la formazione e la comunicazione e stiamo indirizzando la nostra azione verso la stipula di protocolli d’intesa con le associazioni di categoria per attivare forme di interlocuzione fondamentali”.

Successivamente, la dott.ssa Simona Faccioli, esperta del gruppo di lavoro di Fondazione Ecosistemi, ha svolto un’approfondita disamina sul ruolo del Green Public Procurement che si concretizza in una strategia politica, economica ed ambientale che intende favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale e riciclati attraverso la leva della domanda pubblica (appalti).

In Italia il GPP è diventato obbligo di legge con il nuovo Codice Appalti (Dlgs 50/2016, entrato in vigore il 20 aprile 2016) ed impone a tutte le pubbliche amministrazioni l’inserimento dei “criteri ambientali minimi” (i CAM adottati dal Ministero dell’Ambiente) nella documentazione progettuale di gara. L’Italia è l’unico Paese europeo ad aver reso questa misura obbligatoria ed essa dev’essere applicata agli affidamenti di qualunque importo e per il 100% del valore a base d’asta.

In tal senso assume grande rilievo l’art. 34 (Criteri di sostenibilità energetica e ambientale) del Codice Appalti che dispone “le stazioni appaltanti contribuiscono al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione (PAN GPP) attraverso l’inserimento, nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto del Ministro dell’Ambiente. I criteri ambientali minimi sono tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e l’obbligo si applica agli affidamenti di qualunque importo (e per il 100% del valore a base d’asta) e per le categorie di affidamenti per le quali esiste un CAM.

Sono ben 18 i CAM in vigore: arredi per interni; arredo urbano; ausili per l’incontinenza; calzature da lavoro e accessori in pelle; carta; cartucce per stampanti; edilizia; illuminazione pubblica (fornitura e progettazione; servizio); illuminazione, riscaldamento/raffrescamento per edifici; pulizia e prodotti per l’igiene; rifiuti urbani; ristorazione collettiva e derrate alimentari; sanificazione per strutture sanitarie; stampanti; tessili; veicoli; gestione del verde pubblico.

La struttura dei Cam si compone di: capitolo introduttivo (normativa ambientale e sociale di riferimento, indicazioni per l’analisi e la razionalizzazione dei fabbisogni, ulteriori indicazioni su buone pratiche punto; alcuni CAM sono accompagnati da una relazione di accompagnamento e note interpretative); oggetto dell’appalto (categorie di prodotto disciplinate dal CAM stesso, indicando talvolta anche il relativo codice CPV); selezione dei candidati (criteri volontari, requisiti di qualificazione soggettiva, ovvero il possesso, da parte del gestore o del personale coinvolto, dell’esperienza e delle competenze organizzative e tecniche ritenute necessarie a realizzare correttamente il servizio la fornitura riducendone il più possibile gli impatti ambientali); specifiche tecniche (criteri obbligatori, sono i requisiti ambientali che i servizi, i materiali, i prodotti e le opere devono possedere per poter definire green l’appalto); condizioni di esecuzione (criterio obbligatorio di sostenibilità ambientale che l’appaltatore si impegna a rispettare durante lo svolgimento del contratto); criteri premianti (criteri volontari che, alla luce della formulazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, devono essere tenuti in considerazione della Stazione appaltante, attribuendo a ciascuno di essi un punteggio pregnante stabilito nei documenti di gara. I criteri premianti sono atti a selezionare prodotti, servizi, lavori più sostenibili di quelli che si possono ottenere con il rispetto dei soli criteri di base).

Dopo la presentazione generale si è soffermati sui criteri ambientali per il servizio di pulizia che richiede un’attenta analisi dell’esigenza dell’Ente per valutare l’effettiva consistenza e le possibilità di razionalizzazione del fabbisogno tenendo in considerazione le indicazioni del PAN GPP. In particolare, nel caso del servizio di pulizia, l’attenzione dovrà essere focalizzata sulla frequenza del servizio, nel rispetto delle normative in relazione ad ambienti specifici e sul dosaggio dei prodotti per l’igiene utilizzati affinché l’affidamento del servizio sia a ridotto impatto ambientale.

Importante appare il contenuto dell’articolo 68 del Codice Appalti in cui si dispone che, fatte salve le regole tecniche nazionali obbligatorie, le specifiche tecniche sono formulate secondo una delle modalità seguenti: a) in termini di prestazioni o di requisiti funzionali, comprese le caratteristiche ambientali, con parametri sufficientemente precisi da consentire agli offerenti di determinare l’oggetto dell’appalto; b) facendo riferimento a norme tecniche: norme europee, valutazioni tecniche europee, specifiche tecniche comuni, norme internazionali, omologazioni tecniche. Ciascun riferimento contiene l’espressione “o equivalente”.

Di rilievo il ruolo delle certificazioni e degli altri mezzi di prova per la corretta applicazione del GPP e che riguardano la redazione della documentazione di gara, la selezione delle offerte e l’aggiudicazione e la fase di esecuzione del contratto. In tal senso l’art. 82 (Rapporti di prova, certificazione e altri mezzi di prova) del Codice Appalti dispone che le amministrazioni aggiudicatrici possono esigere che gli operatori economici presentino, come mezzi di prova di conformità ai requisiti o ai criteri stabiliti nelle specifiche tecniche, ai criteri di aggiudicazione o alle condizioni relative all’esecuzione dell’appalto, una relazione di prova o un certificato rilasciati da un organismo di valutazione della conformità. Le amministrazioni aggiudicatrici che richiedono la presentazione di certificati rilasciati da uno specifico organismo di valutazione della conformità accettano anche i certificati rilasciati da organismi di valutazione della conformità equivalenti. Per “organismo di valutazione della conformità” si intende un organismo che effettua attività di valutazione della conformità, comprese taratura, prove, ispezione e certificazione, accreditato a norma del Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio oppure autorizzato, per l’applicazione della normativa comunitaria di armonizzazione.

Le amministrazioni aggiudicatrici accettano altri mezzi di prova appropriati, compresa documentazione tecnica del fabbricante, se l’operatore economico dimostra di non aver avuto accesso ai certificati o alle relazioni di prova, o non poteva ottenerli entro i termini richiesti, purché il mancato accesso non sia imputabile all’operatore economico interessato o se i requisiti, le specifiche tecniche, i criteri di aggiudicazione o le condizioni di esecuzione sono soddisfatti.

Nel caso dell’acquisto di forniture con caratteristiche ambientali le amministrazioni aggiudicatrici possono imporre nelle specifiche tecniche, nei criteri di aggiudicazione o nelle condizioni relative all’esecuzione dell’appalto, un’etichettatura specifica come mezzo di prova che le forniture corrispondono alle caratteristiche richieste. Se un operatore economico dimostra di non avere la possibilità di ottenere l’etichettatura specifica indicata dall’amministrazione aggiudicatrice o un’etichettatura equivalente entro i termini richiesti, per motivi ad esso non imputabili, l’amministrazione aggiudicatrice accetta altri mezzi di prova, ivi compresa una documentazione tecnica del fabbricante, idonei a dimostrare che i lavori, le forniture o i servizi che l’operatore economico interessato deve prestare soddisfano i requisiti dell’etichettatura specifica o i requisiti specifici indicati dall’amministrazione aggiudicatrice.

La principale difficoltà applicativa del Green Public Procurement è dovuta alla carenza di formazione del personale, con percentuali comprese tra il 49% e il 54%. Le difficoltà nella stesura dei bandi, ovvero nell’integrazione delle parti relative almeno alle specifiche tecniche e alle clausole contrattuali previste nei CAM, è ritenuta elemento critico per la porzione del 26% (al Nord) e del 23% (al Sud). Infine, la reticenza legata al timore di gare deserte per mancanza di aziende in grado di offrire prodotti o servizi conformi ai CAM è significativa per una quota minoritaria: 9,7% al Nord, 13,2% al Centro e 13,7% al Sud.

Il GPP è obbligatorio e in caso in cui il bando non includa i CAM, li includa parzialmente o l’aggiudicazione avviene sulla base di prodotti aventi certificazioni non conformi si ha l’annullabilità dell’appalto, così come confermato da varie sentenze dei TAR e del Consiglio di Stato.

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