“I ragazzi del Cappellini” in Mostra al Palazzo dei Leoni

di Anna Giuffrè

Liceo Scientifico Archimede

Recuperato, quasi per intero, l’archivio del Convitto “Alfredo Cappellini” che ha cessato definitivamente la sua attività nel 1969 e che da allora è sede del Liceo “Archimede”. Cambia la storia delle istituzioni col mutare della società e delle sue priorità ma, oggi come allora, nei corridoi del grande edificio scorre la stessa linfa vitale, i ragazzi, il futuro della società.Lo storico istituto, fondato nel 700 dai Padri Gesuiti per dare ospitalità ai poveri, ebbe una esistenza piuttosto travagliata. Infatti, espulsi i Gesuiti dalla Sicilia, le loro case, confiscate dalla Corona vennero utilizzate come convitto per provvedere alla cura e all’istruzione dei poveri orfani. In seguito al terremoto del 1783, il convitto venne trasferito in altra sede, sempre di provenienza gesuita, successivamente dotata di laboratori, officine, dormitori e alloggi. Nel 1844 l’edificio fu ampliato per aumentare il numero degli ospiti che venivano istruiti e avviati in arti e mestieri. Nel 1866, in pieno fermento post-unitario, venne dotato di un proprio statuto e intitolato al Capitano di Fregata Alfredo Cappellini, eroe della battaglia di Lissa.

Convettori degli anni ’30

In seguito al terremoto del 1908 il convitto, ma non la sua attività filantropica, subisce una battuta di arresto di 24 anni, nei quali, in attesa di ricostruzione, “i ragazzi del Cappellini” vennero trasferiti nel Convitto di Catania. Nel 1923 la decisione di costruire un nuovo e più grande edificio nell’area individuata a monte del Torrente Boccetta, nel 1925 viene posata la prima pietra, il 16 aprile 1932 viene inaugurata la nuova sede dell’Ospizio Cappellini, edificio che oggi ospita un liceo cittadino. Il nuovo Convitto Cappellini riprende la sua missione fino ai bombardamenti del 1943 che lasciarono la città nuovamente distrutta quasi come il terremoto. Per la riapertura si dovrà aspettare il 1950 perché oltre la necessaria riparazione dei danni bellici, fu necessario sgomberare l’edificio da tutti gli uffici che vi erano stati alloggiati, “temporaneamente” durante la guerra, soprattutto per la vicinanza del rifugio antiaereo. I nuovi convittori, fra cui vennero introdotti gli orfani di guerra, venivano indirizzati ad imparare arti e mestieri assecondando l’attitudine individuale. Le scuole che si ricordano andavano dal disegno alla scultura, dalla falegnameria ai lavori in ferro, dalla sartoria alla calzoleria, fonderia e riparazioni meccaniche, fino alla musica.

Il primo componimento del maestro Ciriaco

La Mostra “I Ragazzi del Cappellini”, organizzata dall’Archivio Storico della Città Metropolitana di Messina, visitabile dal 26 settembre al 26 ottobre 2017 a Palazzo dei Leoni, fa riferimento a questa ultima fase di attività del Convitto. Si è resa possibile grazie al reperimento di materiale archivistico, rimasto in un piccolo locale dell’edificio dal 1969, quando è stato destinato a sede del Liceo Archimede. Il recupero dell’archivio viene impreziosito dalla riscontrata presenza nel convitto, dal 1906 al 1924, del maestro Letterio Ciriaco, che fu autore di testi fondamentali per lo studio della musica e apprezzato docente all’Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Le origini messinesi del maestro Ciriaco e la sua formazione presso l’Ospizio Cappellini sono sconosciute ai più, a tale scopo, nel Convegno che precede l’inaugurazione della mostra, si vogliono approfondire e rendere noti aspetti biografici ancora sconosciuti di questo illustre concittadino messinese.

Giornata tipo degli anni ’50

Quindi, nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni, con inizio alle ore 9.30 dopo i saluti dei rappresentanti istituzionali della Città Metropolitana di Messina, saranno trattati i seguenti interventi “L’Archivio storico Cappellini”, “Giovanni Scarfì e gli scultori del Cappellini, “I ragazzi del Cappellini degli anni ‘50”, “Letterio Ciriaco: un musicista illustre all’Istituto di beneficenza Alfredo Cappellini” e “La famiglia Ciriaco-Schirò”, in fine una proiezione dal titolo “Una mostra per Immagini”. Dopo l’inaugurazione il gran finale alla GAMeC “Lucio Barbera” nel Palazzo degli Uffici verranno eseguiti, a cura del Conservatorio A. Corelli di Messina, brani musicali di Letterio Ciriaco.

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