7 giugno 1929: Il Vaticano diventa uno Stato Sovrano

Il 7 giugno 1929 la Città del Vaticano acquisiva la propria sovranità, concludendo il percorso avviato con i Patti Lateranensi con cui il regime fascista chiuse la questione romana, apertasi con l’annessione dello Stato Pontificio all’interno del Regno d’Italia. Dando alla Chiesa un suo territorio le si voleva conferire autorevolezza sul piano internazionale, in modo da consentire una maggiore veicolazione del suo messaggio e farla sede nelle più importanti assisi mondiali. Il Vaticano è il più piccolo Stato indipendente del mondo sia per popolazione (836 abitanti) sia per estensione territoriale (0,44 km²), ma allo stesso tempo è anche al secondo posto in Europa per densità di popolazione.

La Città del Vaticano è un’enclave nel territorio della Repubblica Italiana, inserita nel tessuto urbano della città di Roma. Nello Stato vige un regime di monarchia assoluta elettiva di tipo patrimoniale con a capo il Papa. La lingua ufficiale dello Stato della Città del Vaticano è l’italiano, mentre il latino è l’idioma scelto dalla Santa Sede.

Lo Stato della Città del Vaticano batte moneta propria, ma per effetto dell’unione doganale e monetaria con l’Italia adotta l’euro che negli otto tagli delle monete metalliche riportano nella faccia nazionale l’effigie del Pontefice regnante o soggetti vaticani ed emette propri francobolli utilizzabili per il servizio postale verso tutto il mondo (ma ovviamente solo con spedizione dalle Poste Vaticane). L’accesso all’interno del Vaticano è possibile solo per chi ne ha la cittadinanza o per colore che sono muniti di autorizzazione. Piazza San Pietro, per la sua importanza religiosa, pur facendo parte dell’enclave ha uno statuto particolare con libertà di ingresso.

Fonte: www.interris.it

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