Il cargo Produgol affondato nel porto di Messina nel sisma del 1908

di Attilio Borda Bossana

foto della produgol con scritta cirillica
Il Produgol affondato nel 1908

Durante il sisma del 1908 che colpì la città di Messina, tra le tante distruzioni che si registrarono è da annotare l’affondamento all’interno del porto peloritano, del cargo Produgal, che alcuni mesi prima era stata ribattezzata con tale nome dopo il cambio di armatore, la compagnia russa Svorono & E di Pollone (Mariupol), che aveva definito l’acquisizione a luglio di quel tragico anno. Il relitto del Produgol è stato identificato, grazie alle immersioni effettuate dal 22 al 26 gennaio del 2010 dai sub della cooperativa Ecosfera, insieme ai tecnici della Soprintendenza del Mare della Regione siciliana ed ai sommozzatori della Marina Militare appartenenti al Nucleo SDAI di Augusta.

foto subaquea del Produgol ritrovato
Il Produgal insabbiato nel porto di Messina

Nel corso della campagna di immersioni sono state eseguite le misurazioni del relitto e la documentazione video fotografica, evidenziando elementi che hanno permesso l’identificazione della nave a vapore di 90 metri di lunghezza, 12 di larghezza e una stazza di 2392 tonnellate. Costruita nel 1890 a Middlesbrough da Sir Raylton Dixon & Co. per la compagnia Ruskin SS Co (A. Holland & Co) di Londra con il nome di Ruskin, nel 1901 passò alla Darwin SS Co. Nel luglio del 1908 venne venduta alla compagnia russa Svorono & E di Pollone (Mariupol, Russia) e ribattezzata Produgol. Il piroscafo, i cui acquirenti avevano sede a Mariupol città portuale sul mar di Azov, nell’attuale Ucraina prese il nome del sindacato russo delle grandi imprese carbonifere del bacino del Donets, il Produgol per l’appunto (abbreviazione che stava per Società Russa per gli Scambi di Combustibile Minerale del Bacino del Donets), fondato nei primi anni del Millenovecento.

riproduzione certificato navale
Certificato dei registri inglesi con il cargo Ruskin

Il sindacato Produgol era una associazione di capitalisti molto potente, che forniva il 60 per cento di tutto il carbone del Donets, regione storica, economica e culturale allora appartenente all’Unione Sovietica, attualmente territorio ucraino. Dopo la diffusione della macchina a vapore, l’estrazione di carbone fossile era divenuta di essenziale importanza e la coltivazione sistematica delle miniere di carbon fossile aveva creato un ingente sviluppo industriale delle regioni carbonifere. Il nome Produgol passò in seguito al mercantile che fu acquistato in sostituzione di quello perso a Messina. Si trattava della ex Beeforth, che F. C. Svorono & E. di Pollone comprarono dalla Newton, Appleton & Co, Hull (poi usata come Trasporto n. 54 dalla Marina Russa durante la prima guerra mondiale).

foto subacquea del relitto
I resti del locale cucina del Produgol

Le immersioni all’interno della zona Militare del porto di Messina, che furono autorizzate dal Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia, sono state state accompagnate da una ricerca storica del relitto, eseguita in collaborazione con l’associazione “Nettuno”, attraverso il reperimento di notizie giornalistiche che riportavano notizie dell’affondamento. Poche settimane dopo il 28 dicembre del 1908, il “Victoria Daily Colonist” e l’australiano “The Mercury” riportarono il tragico affondamento del mercantile Produgol che si trovava all’interno del bacino di carenaggio per riparazioni, da cui venne spostato dalla potenza dell’onda del maremoto. Negli articoli vengono riportati i racconti di Constantine Doresa, incaricato dalle compagnie assicurative per sovrintendere i lavori in bacino, e che insieme ad alcuni membri dell’equipaggio dello stesso Produgol, si unirono agli altri equipaggi di navi presenti in porto per il salvataggio dei superstiti del sisma.

foto subacquea del relitto
Timone ed elica del cargo affondato

Il relitto, ritrovato dopo oltre cento anni, si presenta integro per la maggior parte delle sue strutture, ed è insabbiato di circa 3 metri, per tutta la sua lunghezza. La prua corrisponde nelle sue forme a quanto indicato nei disegni costruttivi mentre assenti sono ancore e le relative catene dagli occhi di cubia, mentre l’argano salpa ancore non è più nella sua posizione originaria. Elementi dell’alberatura prodiera giacciono nei pressi del secondo boccaporto della stiva di prua ed il carruggetto di dritta, che alloggiava il relativo fanale di via, è distrutto, mentre quello di sinistra è integro. L’accesso alla stiva prodiera, vuota, è facile attraverso due ampi boccaporti. Nel Ponte di comando sono ancora visibili nella timoneria i resti del timone ed in sala macchina la macchina a vapore, a triplice espansione con le sottostanti caldaie. Ottimamente conservata la cucina con vari utensili.

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