Il castello di Roccavaldina, unico esempio di stile fiorentino in Sicilia

di Giuseppe Spanò

Il castello di Roccavaldina, la testimonianza storico-architettonica più importante e significativa di Roccavaldina, si presenta ai visitatori come una maestosa costruzione sorta inizialmente come struttura difensiva e successivamente ampliata ed adibita a residenza principesca della nobile famiglia dei Principi Valdina.

Il maniero verosimilmente sorge sul sito di un’antica posta romana, cioè una fermata obbligatoria per il cambio dei cavalli. La leggenda vuole che in origine il centro sia sorto intorno al 260 a.C. ad opera dei Romani col nome di Pagus Lavina, trasformata poi in fortificazione in epoca bizantino-araba a causa delle frequenti incursioni.

Le prime notizie scritte sul proprietario del castello risalgono al 1296, riferite a Giovanni Rocca, nobile cavaliere pisano. Il prospetto settentrionale, affacciato sulla piazza del Popolo, dirimpetto al cocuzzolo sul quale sorge il duomo di San Nicolò, costituisce la parte più antica, risalente al periodo normanno-svevo, costituita da una facciata medievale a cortina compresa fra due torri fortificate con merlature guelfe, provvista di un varco d’accesso adorno da un portale in conci con arco a sesto acuto: da qui si apre un prezioso loggiato rinascimentale a cinque arcate, commissionato alla fine del XVI secolo ed attributo a Camillo Camilliani o a Jacopo Del Duca, entrambi discepoli di Michelangelo, ed un monumentale scalone di accesso di marmo della rinomata, ma ormai estinta, cava di Billiemi.

Il prospetto occidentale, con affaccio sul mar Tirreno e arcipelago delle Isole Eolie, presenta merlature ghibelline ma è il loggiato in stile fiorentino, unico esempio di questo stile presente in Sicilia, che conferisce al complesso monumentale un aspetto suggestivo: le cinque arcate marmoree e lo scalone raccordano il cortile del primitivo maniero con le sale rinascimentali-barocche del palazzo baronale.

Sugli architravi in marmo delle porte e delle finestre si alternano una pigna ed una conchiglia in uno stile simil-barocco esuberante che anticipa il mondo siciliano del Seicento. Fonti documentali attestano i soggiorni dei pittori Michelangelo Merisi detto il Caravaggio e Alonso Rodriguez. Il terremoto di Messina del 1908 danneggiò gravemente le strutture più vetuste della costruzione, danni riparati negli anni 60 del XX secolo.

Nel novembre 1966 il castello è stato ufficialmente classificato dal Ministero come monumento storico di interesse particolarmente importante. L’ultimo restauro risale al 2000, curato da Francesca Nastasi De Spucches che ha salvato dalla rovina i lati nord, est ed ovest in modo che il castello potesse essere tramandato alla storia nella sua interezza.

Oggi il castello di Roccavaldina è la dimora privata degli ultimi discendenti di questa antica famiglia nobiliare che si prodigano per far conoscere questo capolavoro storico-architettonico, rendendolo fruibile alla comunità e occasionalmente aprendo le sue porte ad eventi e cerimonie per poter conseguire una ottimale valorizzazione del bene stesso.

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