Il Parco dei Nebrodi e le biodiversità

di Alba Giusto

La Sicilia ha un meraviglioso cuore “verde” rappresentato dal Parco dei Nebrodi. Un laboratorio naturale di straordinaria importanza, situato nella zona nord-orientale che si estende lungo l’ultimo tratto dell’Appennino Siculo, comprendente anche le Madonie e i Peloritani che si affacciano sul Mar Tirreno. È la più grande area protetta in Sicilia, 86.00 ettari di superficie che dal punto di vista della flora e della fauna rappresentano una ricchezza da valorizzare e proteggere dato il progressivo impoverimento ambientale che si registra in Sicilia.

Nebros in greco antico significava cerbiatto e segnalava la presenza di animali selvatici quali daini, lepri e caprioli che in quelle zone trovavano il proprio habitat. Ancora oggi nel Parco vivono diverse specie faunistiche anche autoctone: la testuggine comune, la testuggine siciliana e numerose specie di serpenti tra cui il biacco e la natrice dal collare; tra volatili è possibile ammirare l’aquila reale che volteggia tra le alture rocciose ed i grifoni che sono stati reintrodotti nel territorio essendo specie protetta e a rischio di estinzione. Sono presenti anche i mammiferi, come il famoso “suino nero dei Nebrodi”, tanto apprezzato nelle nostre tavole e oggetto di un’antica tradizione. Anche la flora nel Parco dei Nebrodi, oltre ad essere rigogliosa, è anche molto varia.

grifone

Grazie a questa ricca presenza di fauna e flora all’interno del Parco dei Nebrodi è possibile parlare di “biodiversità”, anzi questo è un aspetto prioritario nelle politiche di cura e protezione del Parco. Da anni l’Ente indirizza i propri sforzi verso progetti di tutela dei beni naturali, in particolare, per queste finalità è stata istituita la “Banca vivente del germoplasma vegetale dei Nebrodi“ grazie ad un accordo tra Il Parco e il Dipartimento di Scienze Botaniche di Palermo. I laboratori della “Banca” monitorano la flora, ne evitano il danneggiamento e, nel caso di specie “in pericolo”, ne curano la riproduzione. In questa maniera la flora del Parco dei Nebrodi viene costantemente controllata e salvaguardata. Ma l’attività di progettazione e studio non si ferma qui.

Sono stati impostati diversi interessanti progetti e incontri di studio; in particolare, il 30 novembre a Galati Mamertino è in programma un seminario sulla “Petagna”, specie esclusiva dei Monti Nebrodi minacciata di estinzione, infatti è stata inserita nella lista delle 50 specie botaniche a rischio . Altro progetto da segnare è il “Transetto della biodiversità” sviluppato nel territorio del Comune di Caronia, utilizzando l’estensione del suo territorio che va dal mare alla montagna.

Petagna

Sono state individuate cinque fasce di vegetazione diversa tra cui: la macchia mediterranea costiera, il querceto sempreverde a sughereta, il querceto di caducifoglie con la cerreta, la faggeta ed infine il bosco della tassita; in questa maniera si riesce a monitorare un territorio che va dai 4 ai 1520 metri sul livello del mare. Si studiano contestualmente i “piccoli mammiferi” che sono presenti in loco, infatti questi animali sono importanti indicatori ambientali e servono a valutarne la qualità e lo stato di salute. Periodicamente gli animali vengono catturati in modo non cruento, visitati da specialisti e poi reintrodotti nel loro habitat. Lo stato di salute di questi animali è un indicatore prezioso per valutare l’ecosistema che li accoglie. In conclusione, si può solo apprezzare il lavoro dell’Ente Parco dei Nebrodi volto alla cura dell’ambiente e alla salvaguardia di una risorsa naturale con grandissime potenzialità turistiche, ancora non del tutto sfruttate.

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