Il ruolo del Comunicatore Museale: benessere per il territorio e futura occupazione

di Rachele Gerace 

Può l’economia della bellezza creare benessere per i territori ed occupazione per i nostri giovani? Il ruolo specializzato del comunicatore museale, che opera e vive nel territorio di pertinenza rivalorizzando e narrando “lo spazio fisico” del vissuto quotidiano, esprimendosi con conoscenza e competenza al centro di un dibattito dal titolo “L’Italia dei borghi: patrimonio culturale e sviluppo locale” svoltosi, martedì 24 gennaio, al dipartimento di economia dell’Università di Messina.

Castello Donnafugata – Ragusa

Dopo i saluti del direttore prof. Augusto D’Amico, è intervenuto Nicola Boccella, docente di economia politica dell’Università La Sapienza di Roma e presidente onorario della Società Italiana di Scienze del Turismo; a introdurlo, i professori Filippo Grasso e Giuseppe Avena. “Obiettivo della Società, costituitasi nel 2009 su iniziativa di studiosi ed esperti del settore turistico, è favorire l’approfondimento e la diffusione degli studi sulle tematiche delle scienze del turismo, sia sul piano nazionale che sul piano internazionale, con un approccio aperto a tutti coloro che fanno ricerca in questo settore, sia in ambito accademico sia al di fuori”, ha dichiarato Boccella.

Caravaggio – Museo di Messina

Il tema scelto nasce nel contesto dell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile e dell’Anno Nazionale dei Borghi, indetto dal Ministero Del Turismo e dei Beni Culturali insieme all’Associazione Nazionale dei “Piccoli Musei”, che si svolgerà in tutta Italia il prossimo 18 gennaio. “Una professione specializzata a servizio delle aree interne dei territori siciliani, la cui attrattività di un territorio si definisce e compete con altri in ottica di sistema, a partire dalla propria identità e dall’abilità di farne una narrazione convincente, condivisa ed efficace”, ha detto Filippo Grasso.

La figura del comunicatore museale, fondamentale per la rivalorizzazione del patrimonio storico, culturale e artistico custodite dalle comunità locali nell’ottica di una adeguata pianificazione e spinta delle politiche turistiche locali deve possedere – ha dichiarato Giuseppe Avenacompetenze negli ambiti di progettazione e gestione di interventi educativi e turistico-culturali e di promozione e valorizzazione dei beni/prodotti turistico-culturali”.

Un’occasione importante, ad esempio, per i diciotto “borghi più belli d’Italia” (da Montalbano a Gangi), gli alberghi diffusi del borgo di Santa Caterina in Castiglione di Sicilia , Gallodoro, Ficarra e dei Nebrodi, il museo multimediale della montagna a Nicosia e quello dei viaggiatori a Palazzolo Acreide, il museo siciliano del viaggio a Gliaca di Piraino, quello storico etnoantropologico a Savoca e delle belle arti di Casa Cuseni a Taormina, il museo delle meraviglie-dimora storica Cammarata a Piazza Armerina, il Castello di Donnafugata di Ragusa, il museo del Cioccolato di Modica, il Castello di Nelson di Maniace, il museo archeologico e Castello di Adrano, la dimora storica di Villa Cianciafora a Zafferia, il museo Parco dello Jalari di Barcellona e quello di Cultura e Musica dei Peloritani di Gesso e ancora i vari musei diocesani, parrocchiali, residenze storiche, parchi naturali, archeologici, ecomusei e cantine vitivinicole.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.