Il Transatlantico Conte Biancamano ormeggiato a Messina per nove mesi

di Attilio Borda Bossana

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Una tra le navi più rappresentative della marineria italiana, una di quelle che hanno fatto la storia tra i transatlantici del secolo scorso, è stata ormeggiata al porto di Messina per più di nove mesi, dal 30 agosto 1947 al 25 marzo 1948. Il particolare record di permanenza appartiene al transatlantico Conte Biancamano, che aveva già fatto scalo a Messina per un giorno, il 9 aprile 1935, nell’ambito di una crociera che da Genova raggiungeva la Grecia. La lunga e inconsueta sosta del transatlantico nel porto peloritano si registrò alla fine della seconda guerra mondiale in conseguenza delle determinazioni post belliche del Governo di Washington.

In base alla legge Truman gli Stati Uniti decisero la restituzione delle due grandi turbonavi Conte Grande e Conte Biancamano, quest’ultima del Lloyd Triestino ma noleggiata alla Società Italia nel 1940, catturate nel 1941 e incorporate come preda bellica nella U.S. Navy con i nomi rispettivamente di Monticello e Hermitage. Per l’acquisto a prezzo simbolico delle due unità fu appositamente costituita a Roma la Società Finanziari Marittima che le avrebbe poi date in gestione all’Italia di Navigazione.

Il “Conte Grande” fu restituito il 29 maggio e lasciò gli Stati Uniti il 7 luglio dopo una breve ristrutturazione, arrivando a Genova il 23 dello stesso mese presso l’O.A.R.N. di Genova. Il “Conte Biancamano” fu restituito a San Francisco nel luglio 1947, entrò in cantiere presso Bethlehem Steel’s e lasciò la California il 31 luglio con equipaggio americano per Newport News, dove il 18 agosto imbarcò l’equipaggio italiano al comando del capitano Angelo Capurno. La nave giunse il trenta dello stesso mese a Messina. All’arrivo in Italia le due navi furono disarmate mentre si discuteva sulla convenienza o meno della loro riparazione e parziale ricostruzione. Alla fine i lavori furono poi assegnati all’O.A.R.N. di Genova per il Conte Grande e ai Cantieri Riuniti dell’Adriatico (C.R.D.A.) per il Conte Biancamano che lasciò Messina il 20 marzo 1948, per entrare in cantiere il giorno 27 a Monfalcone; il costo dei lavori per quest’ultima fu di un milione di dollari USA. 1l 16 agosto 1960 il Conte Biancamano fece rotta per La Spezia per essere demolito ma parte delle sovrastrutture furono salvate e riassemblate al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.

Transatlantico Conte Biancamano – Ponte di comando al museo di Mllano

Il ponte di comando del transatlantico, col grande salone delle feste rappresenta uno dei pezzi più impressionanti del Museo, che fa tornare alla mente l’epoca gloriosa dei transatlantici di lusso che si contendevano il Nastro Azzurro per la traversata più veloce. Costruito nei cantieri navali inglesi W. Beardmore di Dalmuir per conto del Lloyd sabaudo, il transatlantico Conte Biancamano fu varato nel 1925 e fece il suo primo viaggio inaugurale verso il Nord America. Destinata alle linee del Nord America, la nave doveva ospitare una clientela ricca, avvezza a tutti gli agi e a tutte le raffinatezze. Gli arredi e le strutture interne rispondevano pertanto al gusto sfarzoso dell’epoca. Essi rappresentavano una delle più tipiche realizzazioni nel campo dell’arredamento navale dei primi decenni del secolo.

Nel 1932 passò sotto la bandiera della Navigazione generale Italiana e fu adibito alle rotte del Sud America. Nel 1934 per conto del Ministero della Marina trasportò in dieci viaggi truppe e materiali bellici nell’Africa Orientale. Nel 1937 fu ceduto al Loyd Triestino che lo impiegò nelle rotte verso il Medio Oriente. Il Conte Biancamano fu la prima nave passeggeri riallestita dall’Italia nel dopoguerra, la prima unità della rinnovata flotta mercantile italiana. I concetti e gli studi applicati per il suo riallestimento servirono da esempio per le successive realizzazioni.

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