“Investire nella Federazione Russa. Business, Turismo e Cultura” – Taormina 15 luglio

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di Sergio Spadaro

Mikhail Kolombet Console Generale in Sicilia
Mikhail Kolombet Console Generale in Sicilia

“Investire nella Federazione Russa. Business, Turismo e Cultura”, questo il tema che verrà approfondito nel corso del seminario in programma oggi a Palazzo Duchi di Santo Stefano di Taormina, un’opportunità per rafforzare i rapporti economici e culturali tra la Sicilia e la Russia.

Il meeting è organizzato dall’Associazione per le Relazioni Sicilia-Russia e curato dal Presidente Marco Marchese, con il patrocinio del  Consolato Generale della Federazione Russa a Palermo, e coinvolge Confindustria Catania, imprese edili, architetti e ingegneri che vogliono sviluppare le proprie capacità lavorative in Russia, imprese dei settori agroalimentare e turistico-immobiliare.

Saranno presenti, oltre al Console  Generale della Federazione Russa Mikhail Kolombet, il Console Onorario on. Giovanni Ricevuto e vari Governatori delle regioni occidentali della Federazione Russa e una delegazione della Camera di Commercio di Mosca. In particolare i rappresentanti che parteciperanno all’incontro saranno: Larin Evgenii, Direttore Generale del Dipartimento per gli Appalti Pubblici della Federazione Russa; Kokoev Alexander, Vice-Governatore Regione di Mosca per l’Area di Pushkin; Volkov Aleksei – Direttore del Dipartimento per gli Investimenti della Regione di Mosca per l’Area di Pushkin; Rappresentante per l’imprenditoria femminile nella Federazione Russa; Zvonareva Ekaterina, membro del Comitato per la Direzione degli Appalti nella Federazione Russa; Butunin Iurii, membro del Consiglio Federale della Federazione Russa; Shcherbina Lyudmila; Presidente dell’Ordine dei giornalisti di Mosca; Arzamastsev Denis – membro della Commissione per l’Agricoltura, Duma Statale della Federazione Russa; la delegazione della Regione di Čeljabinsk e della provincia di Tula.

italia_russia1Le delegazioni straniere illustreranno agli imprenditori e professionisti siciliani le opportunità che offre il mercato russo soprattutto in tema di fiscalità e lavoro dipendente, le procedure amministrative richieste per la creazione di una società a responsabilità limitata, le opportunità di investimento con un’analisi del diritto commerciale e della legislazione contrattualistica della Federazione Russa.

Agli interessati saranno pertanto fornite tutte le informazioni necessarie per investire nella Federazione Russa, un mercato che offre notevoli opportunità commerciali. In base ai dati elaborati dall’Associazione Conoscere Eurasia su base Istat, nel 2015 sono stati i settori dell’elettronica e dei macchinari da lavorazione a fare da traino all’export siciliano in Russia con un incremento delle vendite nella Federazione pari al 184%; il commercio di computer, apparecchi elettronici e ottici realizzati da imprese siciliane, ha ottenuto dal mercato russo un ricavo superiore ai 5,4 milioni di euro, contro i 66mila euro dell’anno precedente.

Bene anche il settore manifatturiero (con circa 25 milioni di export e in aumento del 45% sul 2014, un dato in controtendenza sulla media nazionale, che vede le vendite italiane verso la Federazione Russa ridursi del 25,2%), e i mezzi di trasporto, con un incremento delle vendite in Russia del 443%. Ad incidere negativamente sull’interscambio (-45%) è invece la contrazione dell’import siciliano dalla Federazione, sceso del 45,3%. In particolare l’acquisto di prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere dalla Russia si è ridotto di oltre 800 milioni di euro (-39%), e i prodotti petroliferi raffinati sono scesi del 55%.

Sicilia-RussiaNonostante un regime sanzionatorio che ha bruciato il 32% delle esportazioni di alimentari e azzerato le vendite in Russia dei prodotti dell’agricoltura regionale, la Sicilia ha saputo fare dell’eccellenza una via d’uscita e dell’innovazione una chiave d’accesso, facendo leva sulle straordinarie performance di comparti ad alto contenuto tecnologico.

Il regime di sanzioni però ha prodotto un doppio danno: ha bloccato le esportazioni e ha agevolato l’italian sounding cioè la sostituzione dei prodotti nazionali con altri made in Russia.

Le prospettive di sviluppo dell’agroalimentare siciliano può trovare una sostanziosa crescita nell’esportazione dell’esperienza, e nella capacità di investire in sviluppo e ricerca.

Mosca sta vivendo un problema di sottoproduzione e la Sicilia può supportare le imprese russe a produrre meglio, in sicurezza e in qualità. Nel settore fitosanitario, in particolare, esistono le competenze scientifiche per imporsi sui mercati internazionali e trasferire conoscenze.

Ritornando ai dati specifici, la classifica per valore export in Russia per provincia nell’anno 2015 vede in testa Catania con 11.763.895,00 euro seguita da Palermo con 7.421.129,00 euro e Trapani con 2.689.954,00 euro; a seguire Messina (1.272.629,00 euro), Agrigento (814.771,00 euro), Siracusa (531.361,00 euro), Ragusa (319.137,00 euro), Enna (180.684,00 euro) e Caltanissetta (6.970,00 euro).

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Ambasciatore della Federazione Russa in Italia

Per Taormina, le isole Eolie e per tutto il territorio della provincia di Messina il seminario costituisce un’occasione di sviluppo nel settore turistico in considerazione che il mercato russo è oggi più vicino grazie al volo diretto Catania-Mosca che tutte le domeniche, fino al prossimo 2 ottobre, collegherà lo scalo di Fontanarossa all’aeroporto Domodedovo della capitale russa con un totale di 12 collegamenti che porteranno in Sicilia circa 2.500 turisti russi.

Nel 2015 il turismo russo in Italia è diminuito del 40-50%, ma le potenzialità sono notevoli grazie anche ai 3-4 milioni di turisti che quest’anno, per motivi di sicurezza, non soggiorneranno nelle destinazioni top di Turchia ed Egitto.

La Sicilia e la provincia peloritana ne devono approfittare anche con un’offerta più adeguata alla domanda soprattutto con pacchetti più competitivi pensati per la classe media russa.

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