“Io, Don Chisciotte” del Balletto di Roma, uno spettacolo per sognatori al Teatro Vittorio Emanuele

di Giuseppina Mangione

Il capolavoro di Miguel de Cervantes ha superato i 4 secoli di vita. La pubblicazione del primo volume, nel 1605, riscosse un indiscusso successo replicato, dieci anni dopo, dalla prosecuzione della storia. Ma è ben poca cosa rispetto alla fama del protagonista “El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha”.
Il fantasioso cavaliere, partendo dalle pagine del libro, ha attraversato ogni possibile espressione artistica e cancellando i limiti del tempo è diventato idea, simbolo; è per tutti il personaggio che, lancia in resta, cavalcando l’immaginario tempestoso delle sue passioni, affronta le miserie della realtà.
“Don Chisciotte” è tornato sul palco del Teatro Vittorio Emanuele con la coreografia, la regia e le scene di Fabrizio Monteverde e, grazie al Balletto di Roma che quest’anno festeggia i 60 anni di attività, ha offerto, venerdì 17 gennaio 2020, uno spettacolo di rara bellezza creativa e coreutica che ha ipnotizzato gli spettatori.
“Io, Don Chisciotte”, già nel titolo il pronome personale dichiara con forza spavalda il punto di partenza, ma è dalla simbiosi con il personaggio che si sciolgono le forze e le certezze. Da un Don Chisciotte ne emergono tanti altri, sono gli “Illusi” a cui va la dedica iniziale tratta dal monologo “Don Chisciotte, diario intimo di un sognatore” di Corrado D’Elia. Un passaggio di immedesimazione che introduce il balletto e chiama lo spettatore ad una forte partecipazione visiva ed emotiva. Chi non ha mai percorso la vita con “fare da Don Chisciotte”?
Su questa traccia, le coreografie di Fabrizio Monteverde hanno ridisegnato una vicenda ricca di pathos, giocata su evidenti contrasti: all’ oscurità si contrappone l’energia danzante dei protagonisti, anime candide che battagliano contro un popolo grigio, robotizzato e frenetico che seleziona ed esclude. Ma ciò che è stato scartato, sia esso un oggetto o un essere umano, torna a reclamare la sua esistenza e attraverso l’inarrestabile visionarietà di Monteverde si traduce in un Don Chisciotte più vinto che picaresco, sostenuto dalla “pietas” di uno scudiero, intelligente e sensibile, rappresentato da un’altra esclusa, una donna incinta.
Alla forte riscrittura coreografica va aggiunto, come elemento indispensabile, la passione corale e la consueta bravura e professionalità degli interpreti del Balletto di Roma; un gruppo preparato e coeso che offre allo spettatore un balletto intenso, dagli alti contenuti tecnici e un racconto che affascina e coinvolge.
Bellissimo, da non perdere, per gli appassionati di danza e per “tutti i cavalieri erranti”.

Replica oggi, 18 dicembre 2020, alle ore 17:30.

 

Il cast: Francesco Costa, Azzurra Schena, Roberta De Simone, Paolo Barbonaglia, Cecilia Borghese, Lorenzo Castelletta, Emma Ciabrini, Aurora Conte, Matteo Giudetti,  Kinui Oiwa, Michele Ruggiero, Giulia Strambini.

Gallery da www.ballettodiroma.com/it/compagnia-produzioni/don-chisciotte/

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