“La biblioteca segreta del monastero” di Felice Irrera

di Anna Giuffrè

Concluso il Maggio dei Libri della Città Metropolitana che ha visto numerosi incontri con gli autori fra cui Felice Irrera  con la presentazione della sua prima opera narrativa dal titolo La biblioteca segreta del monastero”, l’incontro con l’autore, avvenuto nell’Aula Consiliare, è stato moderato da Gerardo Rizzo.

Felice Irrera, messinese, già insegnante di letteratura italiana e latina, oltre a scrivere, in qualità di giornalista, centinaia di articoli a carattere culturale su diverse testate, ha partecipato come relatore a conferenze, seminari e convegni, ha presentato numerosi volumi di narrativa e poesia ed è autore di diversi scritti. Tra le sue più recenti pubblicazioni: “Storia della scuola dall’Antichità al XX secolo” in tre volumi, “L’Emeroteca “Ferdinando Celesti” del Liceo “Francesco Maurolico” ed il saggio “La narrativa italiana dal dopoguerra al post-Sessantotto” a cura dell’università Mariupol (Ukraina).

Il libro dal titolo, “La biblioteca segreta del monastero”, fa presagire ad atmosfere misteriose: ruzzolando nei sotterranei di un’abbazia, il giovane novizio Mansueto, scopre casualmente degli manoscritti, tra cui “I gioielli indiscreti” di Denis Diderot, “Le 120 giornate di Sodoma” del Marchese de Sade, “Le relazioni pericolose” di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos; “… Non c’era dubbio: si trattava di quella letteratura libertina di cui gli aveva parlato con toni di scandalo il suo padre spirituale in convento. Ma come mai tutti quei testi si trovavano lì? E c’era qualcuno dei monaci del convento che ne era al corrente e magari scendeva di nascosto a leggerli?…”. Attraverso la vicenda del giovane monaco, il lettore intraprende la lettura di una raccolta di racconti dai temi più svariati e dall’umorismo surreale.

In ogni racconto, l’autore sembra esplorare un diverso aspetto dell’animo umano, per esempio, ne “La verità sulla vicenda di Caino e Abele”, ci racconta, senza voler essere dissacratorio, come sarebbero potute andare le cose di quell’episodio biblico se guardate con un punto di vista capovolto. Nel racconto “Il Processo”, Irrera rivisitando il processo a Gesù, si sofferma, seppur in chiave ironica, sul ruolo politico del populismo. Due di questi racconti, “Leggenda medievale” e “Intervista all’Essere Supremo”, facevano parte di una pubblicazione degli anni ottanta che, come si può leggere nelle note del volume, sono stati attualizzati rispetto alla loro prima uscita. In ciascun racconto, però, si avverte la parodia della nostra epoca e si sente la voglia di Irrera di divertirsi e fare divertire chi lo legge.

I libri di Felice Irrera: “I cavalieri della tavola imbandita” e “La biblioteca segreta del monastero” sono disponibili per la consultazione ed il prestito presso la Biblioteca “Giovanni Pascoli” della Città Metropolitana di Messina.

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