La centrale idroelettrica di Francavilla

mulino ciapa

di Gaetano Catanzaro

ciapa 1La lunga storia della elettrificazione di Francavilla di Sicilia nasce sul finire del XIX secolo, esattamente il 7 aprile 1898, allorquando il Comune stipulò una convenzione con la ditta “Patanè & C.” per lo sfruttamento quinquennale delle acque del fiume Alcantara per la produzione di energia elettrica.

Sulla base di tale convenzione, il concessionario costruì una piccola centrale idroelettrica, utilizzando le strutture murarie e l’impianto idrico di un preesistente mulino in contrada “Ciapa” in un terreno di proprietà del Comune di Francavilla. L’impianto entrò in funzione il 1 dicembre del 1900.

Si trattò, ovviamente di un evento epocale, Francavilla di Sicilia fu proiettata nel futuro essendo fra le primissime cittadine italiane e verosimilmente la prima in Sicilia ad essere dotate di energia elettrica. La misura della straordinarietà dell’evento la abbiamo in un dépliant pubblicitario svizzero dell’epoca, che pubblicizzava l’evento proponendo ai turisti che soggiornavano a Taormina, di raggiungere in carrozza Francavilla per “provare l’ebbrezza” di soggiornare all’“Hotel du Chateaux” in quanto «avec la lumière electrique» (dotato di luce elettrica).

L’energia elettrica in quegli anni era destinata quasi esclusivamente alla pubblica illuminazione, essendo di tutta evidenza l’assenza di utenza privata. Nella convenzione era esplicitamente previsto che allo scadere dei cinque anni il Comune potesse francavilla centrale-idroelettrica fili elettriciavvalersi dell “facoltà di riscatto” acquisendo la proprietà degli impianti. Prevista dalla convenzione ita clausola in forza della quale il Comune di Francavilla e quello di Castiglione si sarebbero potuti appropriare degli impianti versando alla ditta “Patanè” una somma complessivamente pari a centomila lire (una cifra allora non indifferente). La suddivisione della somma fra i due Comuni venne fatta sulla base delle lampadine installate in ciascuno di essi.

A seguito dell’opposizione della ditta, la questione approdò nelle aule di giustizia sino a giungere alla sentenza finale della Corte d’Appello di Catania, che emise una sentenza favorevole ai due Comuni. Il 30 settembre 1910, dunque, il Comune di Francavilla rilevò la piccola centrale elettrica di contrada Ciapa ed iniziò a gestire in proprio il servizio, avvalendosi della consulenza tecnica dell’ingegnere messinese Pietro Interdonato.

Gli impianti del mulino di contrada “Ciapa” funzionarono fino al 1921, quando entrò in funzione la centrale idroelettrico “I salto” di Fondaco Motta”. Ma questa è un’altra storia.

Gli impianti della piccola centrale, nel frattempo passati in mano privata, pur se fortemente compromessi dall’incuria e dal tempo, erano visibili fino a pochi anni fa, allorquando anziché riqualificare la struttura inserendola in un percorso turistico, come esempio, forse unico, di archeologia industriale, si è proceduto al suo smantellamento, vendendo le turbine, le dinamo e quant’altro come ferro vecchio.

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