La festa di Sant’Antonio da Padova a Capizzi

Il Culto di Sant’Antonio da Padova a Capizzi, piccolo centro immerso del Parco dei Nebrodi in provincia di Messina, ha origini molto antiche, ed è legato alla presenza del Santo in quel territorio nel secondo decennio del tredicesimo secolo.

Si narra che Fernando de Bulloès y Taveira nato il 15 Agosto 1195 a Lisbona fosse divenuto dapprima sacerdote nell’ordine di Sant’Agostino, ma rimasto profondamente affascinato dagli ideali del francescanesimo decise di aderire all’Ordine ed entrare nel convento di Sant’Antonio Abate di Coimbra dove ricevette il nome di Antonio.

In un intreccio tra storia e leggenda apprendiamo che Antonio seguendo la vocazione volle andare missionario in Nord-Africa, ma reduce dall’insuccesso di una sua spedizione in Marocco, provato ed ammalato, mentre faceva ritorno in Portogallo, s’imbattè in una tempesta che lo portò sulle coste della Sicilia, approdando nei pressi di Milazzo.

Nel suo peregrinare tra i monti per portare la parola di Cristo ed il messaggio di San Francesco si racconta che abbia riposato per una notte intera nella località conosciuta come “U chianu a Cannedda” nelle vicinanze del Comune di Capizzi, per poi continuare il viaggio che lo porterà a Padova, dove nel 1221 partecipò al Capitolo Generale alla Porziuncola, incontrandosi con il futuro San Francesco. Morì a soli 36 anni il 13 giugno 1231 all’Arcella (Padova).

A Capizzi i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio iniziano il 24 Agosto e sono supportati da una Confraternita molto antica, già esistente nel 1594, anche se i suoi capitoli furono approvati solo successivamente con regio decreto del 20 Agosto 1830, il culmine si ha nella notte tra l’uno e il due settembre, quando prende il via un pellegrinaggio, assai partecipato, a piedi oppure a dorso di mulo che perpetua una tradizione secolare, fino alla località chiamata “U chianu a Cannedda”, ovvero il luogo che diede riposo e ristoro a Sant’Antonio.

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