La Girlanda a Messina nel 1895 da Yacht inglese, divenne Panfilo Reale spagnolo e riportò a Siviglia le spoglie di Cristoforo Colombo

di Attilio Borda Bossana

Nel 1895, un viaggiatore fotografo, Frederick Edward Gould Lambart, nono conte di Cavan, nato il 21 ottobre 1839 e deceduto il 14 luglio 1900, si regalò con la famiglia una crociera in Mediterraneo a bordo del Roseneath, yacht goletta varato, il 5 ottobre 1857, dai cantieri Barclay & Curle, di Glasgow. Nave di 738 tonnellate era lunga 187 piedi, larga 31.7, affondò nel 1899, nei pressi del porto di Portpatrick dopo aver lasciato Dublino diretta a Glasgow.

Quattro anni prima nel novembre 1895, aveva fatto sosta nel porto di Messina, dopo lo scalo di Gaeta, e ripassò poi dallo Stretto, il 24 febbraio dell’anno successivo, al rientro dalla crociera in Mediterraneo. Di quell’esperienza, Lambart, irlandese, militare e politico liberale, scrisse un libro, With the Yacht, Camera and Cycle in the Mediterranean, pubblicato a Londra dalla Sampson Low, Marston. Il racconto di una crociera nel Mediterraneo alla fine del 19° secolo, progettato per fornire al navigatore velista una rappresentazione visiva dei porti e punti d’interesse, attraverso fotografie di ottima qualità; un compromesso tra un portolano e un manuale dell’ufficiale di rotta.

Per la tappa a Messina l’autore inserì quattro immagini: lo stretto, con un brigantino invelato e sullo sfondo la costa calabra; l’ingresso in porto, con una veduta della Palazzata e tre barche a vela; una panoramica dalle colline, con una visione portuale ricca di una quindicina di bastimenti all’ancora, e una foto dall’interno del porto, con un piroscafo che stava salpando. Quest’ultima nave, era lo yacht Giralda, che era arrivato nel suo viaggio inaugurale a Messina, ma che mai più sarebbe ritornata , divenendo poi lo yacht reale spagnolo di Alfonso XIII. Era stato costruito dai cantieri Fairfield Shipbuilding & Engineering Co. Ltd., Govan e varato il 28 agosto 1894, per il primo proprietario il colonnello Harry L B McCalmont, famoso politico, statista e sportivo di Londra. Nel 1895 il governo giapponese tentò invano di acquistarlo e solo tre anni dopo, nel marzo 1898, il Governo spagnolo riuscì ad acquisirlo per la flotta della Marina iberica come “aviso de escuadra” per essere utilizzato nella guerra ispano-americana. Era lungo 289 metri e aveva una stazza lorda di 1600 tonnellate e detenne il record per la traversata dall’Inghilterra al Mediterraneo, percorrendo le 1000 miglia, sulla rotta da Darmouth a Gibilterra, in sessantuno ore.

Data l’imminenza della guerra tra la Spagna e gli Stati Uniti, la nave era stata prima offerta al governo americano, e dopo il loro rifiuto fu quello spagnolo il 28 marzo 1898 a offrire sessanta mila sterline, pari a 2.250.000 pesetas, per il suo acquisto. La Giralda arrivò a Barcellona il 27 marzo 1898 e a essere nominato suo comandante il 1° aprile, fu il capitano di fregata Rafael Rodríguez de Vera, che dopo aver supervisionato i lavori per rinforzare il ponte di coperta per collocare i cannoni a tiro rapido; completato l’armamento d’artiglieria e il carico di carbone, salpò diretto a Cadice il 20 aprile. La Giralda ebbe un transitorio impiego durante il breve conflitto combattuto nel 1898 tra Stati Uniti e Spagna, conclusosi il 12 agosto di quell’anno con i preliminari di pace dopo la vittoria dei primi e l’indipendenza di Cuba, che erano in rivolta armata contro il governo coloniale spagnolo. Tornato in Spagna, lo yacht ebbe un ruolo storico più importante della sua partecipazione al conflitto, essendo stata delegata a riportare a Siviglia, il 19 gennaio 1899, i resti di Cristoforo Colombo che erano stati sbarcati a Cadice il 16 gennaio dall’incrociatore Conte de Venadito, a bordo del quale avevano viaggiato dall’Avana. Anche questa vicenda contribuì ad avvolgere nel mistero e nell’incertezza la vicenda delle spoglie di Colombo, morto, il 20 maggio del 1507 a Valladolid, in Castilla y a Leon, e sepolto nella cappella di Santa María de la Antigua, nella chiesa di san Francesco, per essere poi traslato, due anni dopo, per desiderio del figlio Diego a Siviglia nella certosa di Santa María de las Cuevas, nella cappella di Santa Anna. Qui sarebbero rimaste fino al 1541, quando furono trasferite a Santo Domingo, dove si trovava la tomba del fratello Bartolomeo ed erano stati portati i resti del figlio Diego e di altri membri della famiglia. Quando la Spagna consegnò alla Francia una parte di Santo Domingo, nel 1795, le urne di Colombo e dei famigliari furono trasferite nella cattedrale dell’Avana, a Cuba, ritornando infine in Spagna, nel 1898, nella cattedrale di Siviglia, la cui torre campanaria si chiama La Giralda.

Sino al 1917 la Giralda svolse a pieno il suo ruolo di Yacht Reale con il sovrano spagnolo Alfonso XIII, che ospitò spesso a bordo re, regine e capi di stato, e partecipando anche alla rivista navale di Mounts Bay in Cornovaglia, nel 1910. Una vita avventurosa che si completò nel 1918 quando la nave fu impiegata per la formazione degli aspiranti ufficiali e poi nel 1920, passando a compiti di nave idrografica della Marina reale spagnola, fino al 1934; quindi la radiazione e la sua demolizione qualche anno dopo.

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