La razza sanfratellana protagonista della 121ª edizione della Fieracavalli di Verona

di Giuseppe Spanò

Anche quest’anno il cavallo sanfratellano è stato grande protagonista della 121ª Fieracavalli, rassegna internazionale del settore equestre che si è tenuta a Verona.

Secondo la tradizione locale ed a seguito di approfonditi studi, i cavalli sanfratellani sarebbero i diretti discendenti di quelli condotti in Sicilia nell’XI secolo dai cavalieri lombardi che fondarono l’antica San Filadelfio (l’odierna San Fratello) e portati in dote al Gran Conte Ruggero il Normanno dalla terza moglie l’aleramica Adelaide del Vasto.

Questo ci dà la misura dell’importanza di una razza equina particolare, fortemente legata al territorio dei monti Nebrodi e dotata di esemplari di grande bellezza e temperamento.

In questa edizione della 121ª Fieracavalli, rassegna internazionale del settore equestre, la Regione Siciliana ed il Comune di San Fratello rappresentati dall’assessore all’agricoltura Edy Bandiera e dal primo cittadino Salvatore Sidoti Pinto, hanno proposto al folto pubblico presente un carosello equestre rappresentato dai ragazzi dell’associazione sportiva Cavallo Sanfratellano magistralmente condotti dall’istruttore Benedetto Lo Balbo, uno spettacolo di alta scuola che ha visto come protagonista lo splendido stallone “Pablo” di proprietà di Benedetto Reale, condotto dall’ormai celebre istruttore equestre Carmelo Lo Cicero (esibitosi più volte nella centralissima piazza Libertà a Saronno) ed infine la premiazione del campione di razza “Imperatore”, stallone di proprietà dell’allevamento Sciortino di Castel di Lucio (Me).

Il tutto alla presenza della senatrice Stefania Craxi (di origini sanfratellane), dell’ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, del presidente dell’Aia (Associazione Italiana Allevatori) Roberto Nocentini e del presidente dell’associazione allevatori Cavallo sanfratellano Calogero Carcione ed i rappresentanti del Comitato del Gran Palio di San Filadelfo Antonino Latteri e Filadelfio Crivillaro.

(Per le foto si ringrazia Armando Iannone)

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